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30 ottobre 2008
Scuola
In una scuola dello Stato della provincia pavese, una insegnante napoletana, veramente molto brava e volenterosa, nonchè coraggiosa nelle sue iniziative, propose ai suoi alunni di portare in aula un giornale quotidiano che si leggeva in famiglia. Orbene, solo 2 alunni, in lettere DUE, avevano genitori che leggevano un quotidiano. Tentò anche di combattere la cattiva educazione consistente nell'esibizione sfacciata di oggetti cult, tipo zainetti, scarpe, telefonini et similia, cercando inutilmente di far capire che, proprio chi non si lasciava influenzare da dette amenità, dimostrava maturità ed intelligenza. Questo concetto era rivolto ai genitori, principalmente ma, il risultato, fu di avere l'impressione di combattere contro mulini a vento. Dovette stare buona ed ...adeguarsi. A questa insegnante e ad altre/i che, come Lei, interpretano la loro attività come missione e non come lavoro, va tutta la mia stima e la mia ammirazione.
Qui, l'ex Presidente Prodi aveva perfettamente ragione: più autorità al Collegio Insegnante, profonda rivalutazione della figura professionale. Poi, purtroppo, sbattacchiato da pescecani "alleati", ha dovuto lasciar cadere il discorso.
Il discorso è: se vali come insegnante, se i genitori sono soddisfatti,ti pago e bene, altrimenti ti licenzio.
Ciò premesso, visto che per deformazione professionale guardo le questioni sotto il punto di vista economico, si può provare ad identificare chi sono i genitori che protestano e mandano i figli a protestare contro la riforma scolastica appena approvata.
Lo Stato dichiara che può assicurare la scuola solo per 25 ore settimanali. Questo è un grave intoppo per quei genitori che hanno trovato la maniera di parcheggiare i figli a scuola anche nelle ore pomeridiane mentre loro sono al lavoro. Parcheggio a spese dello Stato e questo nonostante che abbiano la fortuna di lavorare entrambi, cosa che, con i tempi che corrono, è da elevare quasi al rango di privilegio.
Orbene, la faccenda può essere considerata nella seguente maniera:
La mattina i ragazzi vanno a scuola ed il pomeriggio, se i genitori hanno di questi problemi, PAGANO il doposcuola e gli va anche bene perchè lo Stato, con il Decreto, mette a disposizione le strutture. Anzichè pagare la "tata", pagano l'insegnante. Più crudemente: anzichè pagare la rata del BMW si pagano il doposcuola ai figli.
Gli eventuali fondi della scuola, se ci sono, altrimenti il Comune, dovrebbero intervenire, a mio modesto avviso, solo per risolvere problemi di obbiettive difficoltà economiche. Ecco questo si e volentieri, sacrosanto, non opinabile, credo.
Si potrebbe aggiungere che, in virtù del fatto che pagherebbero, potrebbero pretendere dal Preside un insegnante con un ottimo curriculum ed esperienza dimostrabile anzichè affidare i figli al primo che capita: questa faccenda è alquanto delicata.
I genitori protestano, non sono d'accordo. Vorrei ben vedere: era così comodo parcheggiare i figli il pomeriggio a spese di Pantalone!
Sulla durata dei libri di testo, finalmente risolto, non ci dovrebbe essere nulla da dire con buona pace di chi ci marciava su e con gran sollievo delle famiglie.
Ecco, si poteva insegnare in supplemento, anche un pò di sano Galateo(ma lo stampano ancora?): ed è questa una grave pecca del Decreto.
Il tutto da genitore.
scuola
| inviato da Fort il 30/10/2008 alle 9:50 | |
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