E' successo, in questo grigio inverno in tutti i sensi, un fatto straordinario, una grande lezione mi è stata data.Si, si d'accordo, c'è la crisi, c'è la neve, c'è tutto e ci manca solo il terremoto (ma qualcuno dice che avverrà in aprile quindi un pò di pazienza ancora) ma quanto mi è accaduto lo trovo straordinario e mi invita ad alcune riflessioni. E' andata così:
I due gatti maschi vivono un rapporto di amore odio: uno è fisicamente più debole ma compensa questa sua debolezza con una intelligenza straordinaria. L'altro è un gatto di stazza fuori dal comune, bellissimo, non aggressivo e perdona facilmente ma, non bisogna stuzzicarlo. Ha due potentissime mascelle la cui forza è moltiplicata da denti aguzzi che richiedono rispetto. E' una specie di lince, insomma e la sua pericolosità è dovuta al fatto che non cambia espressione, non fà notare il suo stato d'animo: morde e basta se importunato e...sono dolori. E' un gatto romano ed è il preferito di mia moglie, ricambiata dirò, la quale infatti, non fa a tempo a sedersi che se lo vede in braccio. E' straordinario come manifesta il suo affetto: con la sua zampona accarezza la guancia.
Premesso questo..

E' tardissima sera, fuori -7 e siamo a letto.
Il "romano" mi salta sulla schiena come fa tutte le mattine alle cinque, ha un ritmo circadiano molto preciso, con tutta evidenza, e se non mi sveglio mi pianta le unghie nelle spalle fino a che debbo farlo per forza, Solo che è sera, non è mattina e stavo prendendo sonno. Lui sa che non deve farlo la sera ma, nonostante ciò, e rischiando un rimprovero, è sulla schiena e mi sveglia.
Lo caccio via ma lui ritorna e mi pianta le unghie ancora. Di nuovo e per tre volte si ripete il tutto.
Alla fine vince lui e mi alzo per aprire la porta che dalla camera comunica con il terrazzo.
Invece no, non vuole uscire: c'era fuori il suo amico-nemico che voleva entrare; era rimasto fuori a -7 mentre credevamo che fosse dentro cacciato chissà dove.
Insomma ha subito ben tre sgridate pur di avvisarmi di questo: vero, grande capo branco.
La faccenda mi ha colpito e i miei pensieri hanno spiccato il volo.
Ho la certezza che mi deriva da numerose esperienze nel corso di questi ultimi otto lustri, che i gatti comunicano tra loro per via telepatica o per suoni la cui frequenza non è possibile sentirla da noi ma se vogliono comunicare con noi come fanno? Benché si conviva, siamo separati da barriere comunicative insormontabili: due mondi diversi. Questi aiutatori che solo Dio sa chi ce li ha dati, forse qualche passata civiltà molto addentro in questioni genetiche, sono solidali tra i membri della propria comunità e l'episodio di cui sopra lo dimostra. Il nostro progresso ci porta, invece, verso aiutatori meccanici, elettronici, robot. E' una scelta ed il tempo che è galantuomo lo dira alle generazioni future: chissà chi avrà ben visto.
Ma il discorso va ben oltre.
Due dimensioni diverse comunicano in qualche maniera.
Dio, questa non immaginabile Intelligenza creatrice, comunica con noi? Se si, come?
Io credo che Dio ci parli eccome e siccome è pericoloso per noi, avere certezza della Sua esistenza, ci parla per metafore che richiedono intuito. Un intuito che grandi artisti e pensatori, nel corso dei secoli, dei millenni, hanno avuto ed ha permesso loro di portare, a noi comuni mortali, un seppur pallido, veloce scintillio del fuoco di Prometeo.
E cosa ci dice?
Tanto per cominciare ci dice che non siamo soli: ecco guardate le stelle, ci sono ma non potete raggiungerle, però ci sono con i loro pianeti,con altre forme di vita. Non siete soli!
Cosa altro ci dice?
Ci dice che tutto in Natura è un alternarsi di principio e fine: è tutto un ciclo di equinozi e solstizi, di metamorfosi dove da una istolisi ed una istogenesi appare un insetto perfetto. E' una continua primavera di vita ed un inverno di morte seguita, dopo un letargo, da nuova fioritura.
Ecco, noi abbiamo applicato una targhetta su di una sonda spaziale che comprendeva un linguaggio universale per farci capire da altri Esseri.
Il gatto ha il suo linguaggio per farsi capire da noi.
Dio utilizza il superlinguaggio della Natura per parlarci.
E siamo liberi di ascoltarlo o meno: dipende solo da noi.