L’anno scorso è morto un mio carissimo amico, qualche mese fa mi telefona un altro e mi dice che voleva salutarmi perché ha la leucemia ed a tutt’oggi, vive in isolamento sotto una tenda sterile in una camera di ospedale. Un altro mio caro amico ha avuto un mortale incidente di auto: due cannati fumati e forse bevuti sono andati addosso alla sua auto ferma ad un semaforo e lo hanno ucciso sul colpo.
Il vuoto mi si sta creando intorno, l’ultima è di oggi: il mio barbiere di 30 anni ha scoperto di avere la leucemia: “Sai Raffaele, sto bene ma continuo a dimagrire. Faccio analisi e sembra che tutto sia negativo, eppure dimagrisco.”
Ma, un ambasciatore in camice bianco della “Signora”, ambasciatore in carico al Niguarda, l’Ospedale Maggiore, gli ha diplomaticamente detto, anche se non esplicitamente (gli ambasciatori, si sa, sono diplomatici), che la stessa sta arrivando da lui.
Il carrozzone, dice Renato Zero, prosegue la via e, non serve ridere per esorcizzarlo: uno alla volta si scende anche noi.
Ed è in queste occasioni che mi ritorna in mente l’eterna domanda: ma veramente finisce tutto? La Ragione, solo la Ragione mi può aiutare e, dove questa non arriva, subentra la Fede. Non quella dogmatica delle Religioni che sono, anche queste, umane e soggette ad errori e dubbi come tutto ciò che è umano. Io mi riferisco alla Fede “ragionata”, non agostiniana. Perché vorrei proprio vedere, nei momenti bui, come aiuta una fede fideistica: verrà spazzata via come costruita sulla sabbia. Naturalmente Gesù aveva perfettamente colto nel segno (e non poteva essere altrimenti), quando diceva di costruire la propria casa sulla roccia, sulla Ragione, cioè, in maniera che nessuna tormenta la possa portare via come invece succede a chi costruisce sulla sabbia e che la prima ondata la porterà via. Grande insegnamento, questo e sottovalutato dai più, come ho avuto modo di constatare.
Ed allora comincio a sfogliare e risfogliare i mie amici libri, ormai li conosco a memoria.
Mi chiedo se il 'Serpente' dell’Eden ci ha fatto un danno o un favore. Di fronte ad una situazione che ci voleva come beati beoti a godere dell’Eden, ci ha istigato a scegliere il Dubbio. Dove c’è il dubbio, dove ci sono domande c’è vivacità culturale, c’è ricerca di Conoscenza e Verità. E’ pericoloso non avere dubbi.
E, però, è veramente duro guadagnarsi il “pane” inteso come Conoscenza, con il sudore della fronte. Deve averlo constatato anche chi creò la leggenda di Prometeo ( oppure è un mito? Non lo sapremo mai, purtroppo).
Osservo i miei, letteralmente, cinque gatti: ma perché non hanno mai creato una grande opera letteraria, una poesia, una sinfonia? Perché l’uomo è capace di tali elevazioni mentali e gli animali no? Perché noi abbiamo avuto un Akenaton, un Mosè, un Romolo, un Gesù, un Maometto (da notare che tutti questi personaggi sono svaniti nel nulla) e gli animali sono sempre allo stesso punto? Ed ancora un Platone, un Aristotele, un Averroè, un Francesco d’Assisi, un Giordano Bruno, un Tommaso Campanella, un Hugo, un Manzoni, un Beccaria mentre lo stesso avveniva ad altre longitudini ed emisferi? E che dire dei musicisti e dei pittori, degli scultori, un Leonardo, ad esempio?
Autori ispirati.
I Miserabili ed il Conte di Montecristo, Dei Delitti e delle Pene, hanno contribuito a perfezionare i sistemi giudiziari e che dire della Capanna dello Zio Tom che dette la spallata decisiva alla miserabile pratica della schiavitù?
Ecco, un’opera letteraria, musicale, una scultura od un quadro non sono intese al mero fine della soravvivenza biologica. Esse rappresentano un plus valore degli umani e sono indicative della presenza dello Spirito. Ci ricordano che noi siamo degli alieni in questo spietato mondo della materia dove nulla viene dato per nulla.
Danno appagamento, serenità, fiducia in qualche cosa di superiore, di extra.
Succo del cervello dirà un materialista ortodosso.
Ma il cervello, che io sappia e come gli stessi materialisti dicono, è solo una macchina deputata a dirigere il corpo umano, a sua volta altra macchina e a fargli compiere le elementari e complesse funzioni fisiologiche di sopravvivenza e di propagazione del DNA(biologico). Io non ritengo che il cervello abbia bisogno di appagamento, amore, serenità: una macchina ha solo bisogno di altra materia, di energia. Gliela togli e stop, è finita. Una meravigliosa macchina confezionatrice è appunto solo una macchina: se abbassi un interruttore, gli togli l’energia, è finita, immobile, stop,
No, no, è troppo semplice così, troppo comodo.
E come può, poi, la Natura così spietatamente parca, che nulla spreca, affidare il bagaglio di esperienza acquisita in cicli vitali, un esperienza intesa alla sopravvivenza nel tempo della specie, ad un organismo così fragile come un essere biologico, ad una macchina?
E’ come se io non mi curassi di fare una copia dei miei archivi contabili e dei miei programmi: un cedimento del disco rigido e li perderei tutti. Meglio mettere al sicuro i dati, potrò sempre installarli su una nuova, diversa macchina: ultimo modello di una evoluzione millenaria.
Deve, quindi, necessariamente esserci un DNA sottile, se così vogliamo chiamarlo, un custode affidabile delle nostre esperienze di evoluzione. Un "continuatore, un "preservatore" non soggetto alla aleatorietà del fisico: un nostro Reale Essere, il vero Reale di noi che nulla deve al nostro "manto d'argilla" per dirla poeticamente.Sono la stessa Ragione, la stessa Logica a dircelo: come è possibile che non capiamo tutto questo?
Sono il consumismo, questi falsi bisogni creati ad arte, queste subdole sirene ad accecarci, forse? A sviarci dalla Strada Maestra? Ulisse ha fatto bene, allora, a legarsi all'albero della nave!!
Un fisico, un astronomo scoprono, come novelli Prometei, qualche cosa di strabiliante ed un filo di speranza si accende in noi: finalmente potremo saperne di più circa la nostra sorte. Ed invece..
Invece, trovata una risposta questa crea una infinità di altre domande. Sembra di essere immersi in un gigantesco frattale. E si torna al punto iniziale. Il fegato riprenderà ad essere mangiato dall’aquila.
E’ giusto che sia così: i dubbi, dicevo, ci permettono di decidere in base alla nostra maturità.
Però è frustrante, bisogna ammetterlo anche se sono un continuo stimolo alla Ragione..
Ma Qualcuno ha avuto fiducia in noi: piuttosto che ignavi beoti goditori di un Eden deve aver fatto in maniera che dessimo retta al Serpente che ci spingeva a distinguere il Bene dal Male(o presunto tale). Da allora ci guadagnamo il pane della Conoscenza con il sudore della fronte essendo scesi nella materia e dove, le donne, “partoriscono con dolore”. Metafora bellissima anche se, per le donne, un po’ meno, per la verità.
Ecco, allora ci si potrebbe anche chiedere: se stavamo così bene, logica elementare vorrebbe che saremmo dovuto restarci, nell’Eden. Un "Dio buono" poteva lasciarci in questo Paradiso, non darci la possibilità di scelta tra beoti nell'Eden o duro lavoro di acquisizione della Conoscenza.
Ed invece chissà dove, chissà quando, Qualcuno ha voluto che fossimo esseri consapevoli.
E quindi, ci è stato dato il Dubbio. E questo, si sa, spinge alla Conoscenza, alla consapevolezza di se stessi.
Perché, come diceva Ermete, il Tre volte Grande, “la Conoscenza è libertà…. l’ignoranza è schiava”.
Se una Forza immensa e Creatrice esiste, come io credo, la possibilità di conoscere e quindi evolvere consapevolmente è stato il più grande atto d’Amore che poteva farci. Il dubbio è, infatti, un sottile, intelligentissimo, potente strumento che spinge l’ umanità a farsi continuamente domande, a ricercare, a non cullarsi su risultati acquisiti. La spinge al continuo Sapere.
E la domanda fatidica, allora, non può che ritornare, come sempre ritornerà sempre più inesorabile, più impietosa che mai e sempre pesante come un macigno: che ne è stato dei miei amici? Del barbiere che ne sarà? Di me cosa sarà? Dei miliardi di esseri umani morti e che moriranno che ne è stato, che ne sarà?

E' una ristampa di un post di 3 anni fa.