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SOCIETA'
15 febbraio 2017
Nostradamus: Uomini e maiali
"E gli uomini che verranno dopo di me conosceranno la verità di ciò che dico, perché avranno visto che infallibilmente si realizzeranno vari avvenimenti predetti da me.
Sapranno anche quelli che rimangono da compiersi, perché li ho indicati con chiarezza.
Allora le intelligenze comprenderanno sotto il cielo: ma solo quando arriva il tempo in cui l'ignoranza si dissipa, il senso delle mie predizioni sarà sempre più chiaro."
(Nostradamus, 1555.)
Si legge nella Rete che Nostradamus avrebbe predetto:  “il maiale diventerà un fratello per l’uomo”.

Personalmente non so in quale centuria compare questa predizione ma se lo ha fatto ha perfettamente ragione.
Naturalmente col senno del poi e con qualche conoscenza umana in più.

La Conoscenza, quella che ci libera dalle paure dei diavoli, mostri, sangue, stermini vari ecc. ecc.
Quello che, del resto, asseriva il Profeta.

Leggiamo qui: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/14906-mappato-tutto-il-dna-del-maiale-tante-somiglianze-con-l-uomo

"..solo quando arriva il tempo in cui l'ignoranza si dissipa" . 

Ecco grazie alla genetica, l'ignoranza si è dissipata relativamente alla presente questione: sappiamo che con il maiale siamo fratelli o quasi faccenda, questa, che a qualcuno potrà anche non piacere ma dovrà accettare la realtà.

Premesso quanto sopra c'è però una domanda da farsi.
Si dice che Nostradamus aveva delle visioni del futuro ed in base a queste scriveva le profezie.

Orbene, quale visione avrà avuto per poter asserire quanto sopra? Come sarà stata? Cosa avrà visto?


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permalink | inviato da Fort il 15/2/2017 alle 16:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
6 gennaio 2007
La terza profezia. L’androgino Aurora/Giàfar.

Non credo proprio sia così facile liquidare le quartine di Nostradamus come delle pseudo profezie che indicano tutto ed il contrario di tutto. Credo anche che non sia fondata l’accusa, secondo la quale, il personaggio in questione abbia distribuito in tre parti la pubblicazione di queste profezie per assecondare una certa “domanda di mistero”,domanda che avrebbe portato a ben sette edizioni in tre o quattro anni.

Personalmente ritengo, invece,che ci sia tantissima storia ed altrettanto cultura nelle quartine. Il fatto è che sono di difficile interpretazione e quindi, se ne può concludere che non danno nessuna indicazione.

Ma perché sono arrivato alla convinzione che Nostradamus scriva a ragion veduta o meglio a “futuro” veduto?

Il ligustro è una pianta selvatica con infiorescenze ombrelliformi che producono delle bacche nere assolutamente non eduli ma potrebbero, a mio modesto avviso, essere preziose per la produzione di colorante nero.

Se si prende un dizionario etimologico e si cerca il perché si chiami così, si scopre che deriva dal nome della terra Ligustica, ora Liguria, nella quale abbonda. In tempi remoti però, per Ligustica si intendeva tutta la terra italica protesa nel Mediterraneo.

Leggiamo la seguente quartina 55 dalla Centuria V^:

Della Felice Arabia contrada,
Nascerà potente di legge Maomettiana:
Vesserà la Spagna, conquisterà la Granada,
E più per mare alla gente Ligustica.

Tutto sommato è abbastanza chiaro: la Spagna è già stata vessata e più per mare lo è la gente Ligustica, italiana.

Certo che non si può dire che non siamo vessati per mare considerando i continui sbarchi.

Resta, però, quel “conquisterà La Granada” che non è chiaro.

Qui, per cercare di capire questa terza profezia, tentare almeno di darne qualche interpretazione, bisogna fare un grande salto all’indietro nel tempo ed aprire una pagina di Storia che ha dell’incredibile. Io l’ho fatto: è quasi una leggenda ma è storia, invece.

La leggenda di un grande Amore con la maiuscola,di un re arabo e di una donna spagnola, un androgino; detto in termini attuali, un trans: Aurora/Giàfar e di come questa persona abbia salvato un immenso patrimonio di libri sul quale basiamo la maggior parte della nostra cultura. La storia è lunga ma tento di farla breve.

 

Il potente califfo al Mansur fonda nel 762 d.C. Bagdad. E’ un personaggio di elevatura culturale non indifferente e la città diventa un centro culturale di riferimento per tutto il bacino del Medio Oriente e del Mediterraneo. E’la città delle “mille e una notte”,di Aladino, del Genio, di Alì Babà: favolosa.

Il vero tesoro di Bagdad, però, erano il milione e seicentomila volumi contenuti nella sua biblioteca.

 

Il Califfo aveva dovuto combattere contro la potente dinastia avversarsia degli Omayyadi di Medina. La distrusse quasi ed il superstite Califfo Abd ar Rahman dovette rifugiarsi in Andalusia dove fondò il suo nuovo califfato dando origine alla strepitosa era araba in Spagna, culturalmente evoluta e, proprio per questo, tollerante al massimo con tutte le altre culture che, anzi, sviluppò anche grazie alla invenzione della carta, nonchè con le altre  etnie. L’Arabia felix.

 

Tornando a Bagdad, la città venne distrutta, quasi, dai mongoli, nella metà del 1200, che compirono uno dei più grandi misfatti nei confronti dell’umanità: buttarono nel Tigri tutti i volumi della biblioteca che, essendo di numero spaventoso, formarono una diga che minacciava di far straripare il fiume. Allora li presero e li bruciarono tutti. Così, dopo la biblioteca di Alessandria, l’umanità subiva, ad opera di vandali, una ulteriore, gravissima, irrimediabile perdita: il legame con la sua cultura passata si riduceva ad un esile filo.

E qui, avvenne un miracolo a mio modesto avviso. Qualcuno, chissà dove, aveva deciso che l’umanità non meritava questo.

 

Il Califfo sfuggito al fondatore di Bagdad, si diceva, fondò un emirato in Spagna nella regione che poi fu chiamata Andalusia.

Un suo discendente fu al Hakam II che governò nella regione spagnola dal 961 al 976. Era un letterato ed amante delle arti e dei libri ma non ne faceva una mania.

Successe che durante una razzia in territori circostanti,forse nella Navarra, i suoi soldati gli portarono una curiosa ragazza, bellissima ma, particolare: aveva tratti di entrambi i sessi, era notevolmente istruita e diceva di chiamarsi Aurora.

Al Hakam ne fu folgorato, capì che non era la solita concubina, la scelse come preferita fino alla sua morte. La vestì da uomo e la chiamò Giàfar, nome maschile arabo.

Il fatto è che questa donna aveva uno smisurato quanto insolito, per quei tempi, amore per i libri ed il suo compagno l’assecondò al massimo mettendole a disposizione fondi illimitati.

Da ogni angolo della terra vennero raccolti libri e portati alla reggia. Seicentomila volumi si procurò la signora e l’emiro non pensò più a conquiste ma a curare ed ingrandire, assecondare la passione della sua donna/uomo.

Bisogna tenere presente il momento storico.

Era il periodo in cui il califfo andaluso Abd ar-Ramân III dava filo da torcere, con le sue bande di saraceni ai regni e repubbliche costiere del mediterraneo ed Ugo II era re d’Italia.

Al Hakam gli succedette e pensò ai libri. Diede retta alla sua Aurora, investì in Cultura. Ed infatti:

(da Wikipedia: L'apogeo del califfato omayyade spagnolo fu raggiunto probabilmente da suo figlio al-Hakam II, detto al-Mustan ir bi-llah (Che cerca il vittorioso aiuto di Dio), sotto il quale la capitale andalusa raggiunse il milione di abitanti su un'area estesa per 5 mila ettari, diventando così la seconda città dell'emisfero boreale e la più importante città dell'intera Europa (Parigi era la seconda città ma contava a stento i 100 mila abitanti). La Biblioteca califfale aveva 400 mila volumi (molti dei quali ospitanti più d'un lavoro) e un privato ne aveva addirittura 500 mila. La città era dotata di sistemi fognanti efficienti e l'acqua giungeva anche ai piani alti delle abitazioni. Le moschee erano 700 e i bagni pubblici ( hammam|hammam]] ) 300. Esisteva da tempo un ospedale pubblico che fungeva da università per i medici, la cui capacità erano note e apprezzate in tutta l'Europa.

Dopo al-Hakam II iniziò la parabola discendente del califfato andaluso)

 

Gli “Elementi” di Euclide, Hippocrate, il Timeo, La Repubblica. Non conosceremmo queste opere senza Aurora/Giàfar.

In questa “Arabia felix” che era l’Andalusia, si ebbe una fusione di culture di tutto il mondo: Cina, India, impero bizantino,romano, giudaismo, cattolicesimo e protestantesimo.

La morte di al Hakam fece dire ad un saggio arabo che il suo regno era stato un sogno. Aurora/Giàfar designò il successore del marito e continuò a raccogliere, instancabile, i libri. Cordoba arrivò ad avere più di un milione di volumi.

 

Come tutte le cose, anche l’emirato andaluso finì, ed esattamente, con la riconquista, nel 1492, di Granada, l’ultima roccaforte araba andalusa, da parte dei sovrani spagnoli.

 

Veniva scoperta l’America, una nuova era cominciava e se ne chiudeva una precedente. La missione era compiuta, i libri erano salvi, ormai. Aurora/Giàfar aveva assolto la sua missione già da quattro secoli:gli arabi consegnarono ai sovrani spagnoli un immenso patrimonio culturale che avevano salvato da un periodo alquanto confuso della storia dell’uomo.

 

Rischiando di scivolare nella retorica, a ben guardare, tutta questa storia potrebbe anche indicarci la via da seguire: la tolleranza ed il rispetto di tutte le culture portano a risultati ottimi, come si è visto. Gli integralismi non portano da nessuna parte, invece.

La coppia al Hakam, l’arabo ed Aurora, l’europea, potrebbe rappresentare la perfetta unione di due civiltà illuminate. Unione che dà frutti e non distruzioni integraliste.

 

Tornando a Nostradamus ed alla sua profezia “conquisterà La Granada.

 

La città è stata l’ultima a cadere ed è stata la prima, agli inizi del 1980 a (ri)aprire la Moschea. Subito seguita da altre città andaluse e, Cordoba, ha aperto la prima università araba dedicata ad Ibn Rushd (il grande Averroè).

E’ di questi giorni la polemica tra le autorità cattoliche ed islamiche circa l’utilizzo in comune della cattedrale/moschea cittadina.

Ecco, la domanda che io mi faccio, riguardo alla terza profezia, Granada, è la seguente: Ma non è che, Nostradamus, per “conquista di Granada” intenda una (ri)conquista culturale veramente laica?

Non c’è scritto da nessuna parte, credo, che debba essere una conquista armata.

Potrebbe essere un messaggio di speranza. Una riconquista culturale “della felice Arabia contrada”, dell’Andalusia come l’hanno voluta i due innamorati “al Hakam ed Aurora detta Giàfar”. Riconquista dove tutte le Culture, quella con la maiuscola, trovano spazio e tolleranza.

Il miracolo potrebbe ripetersi. Del resto due profezie della quartina si sono già verificate. Perché non dovrebbe verificarsi anche la terza profezia?

 


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