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Né per i vivi né per i morti il saggio mena cordoglio (Krisna)
SOCIETA'
1 aprile 2017
Pasqua: ricordando Gesù. (Per Amore, solo per Amore)

…Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.”

Dicono che i quattro vangeli canonici siano stati rimaneggiati dalla nascente Religione Cattolica Romana.

E’ possibile. Non credo però, che come asseriscono alcuni critici, siano stati scritti apposta per la religione detta. Questo perché dicono tutti e quattro le stesse cose, grosso modo, e questo fa pensare che chi li ha scritti voleva solo fare opera di testimonianza: ecco, c’è stato un Uomo che ha fatto resuscitare Lazzaro, ha guarito i nati ciechi, ha cambiato acqua in vino ecc. Una semplice testimonianza dei fatti più eclatanti, insomma, che hanno stupito chi li ha scritti. Se fossero stati scritti sotto dettatura di comodo, sarebbe logico ritenere che, ogni Vangelo trattasse di un aspetto diverso: politico, religioso ecc. Li avrebbero scritti per creare una dottrina anziché “adattarli” ad una dottrina.

Confortato da questa considerazione, ho cercato nel corso degli anni e spinto da necessità spirituali dovute ad un drastico ed improvviso cambiamento del mio punto di vista di considerare la Vita, di vedere se, nel corso dei secoli, le parole di Gesù hanno trovato riscontro alla luce dei progressi scientifici e morali nel frattempo avvenuti nella società umana. Dopotutto, mi dicevo, Lui stesso ha detto “Il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno”. Vediamo se è vero.

Qui, la Religione e la Fede non hanno niente a che vedere. Sono constatazioni basate sulla realtà dei fatti, e dunque:

Del pane e del vino:

Gesù sapeva perfettamente che provengono da prodotti che hanno il più alto coefficiente di trasformazione dell’energia solare in energia chimica assimilabile dall’uomo. Del resto, già il grano è, di per sé, un mistero “il misterioso grano che l’uman essere miete” oppure Darwin: “l’abominevole mistero delle piante da fiore”. Per non parlare della fermentazione alcolica della spremuta di uva che viene trasformata in vino, moderatamente alcolico ma pura energia, che permette di affrontare dure fatiche fisiche. A ben pensarci, la metafora della carne e del sangue è di una finezza estrema considerando che agli apostoli non poteva certo parlare di biochimica ma che solo in futuro lo avremmo scoperto questo chimismo. Ci dice che Lui è il Sole spirituale. Poi c'è il Sole della carne. Chi legge, considerato il contesto, come avrebbe spiegato il concetto?

C’è la storia di Maria Maddalena che, mentre gli profumava i piedi con pregiato unguento, è stata oggetto di critiche dai presenti. Gesù disse a questi che, mentre di loro non sarebbe rimasta traccia, della Donna in questione si sarebbe continuato sempre a parlare nel corso dei tempi. Non si può dire che non sia vero! E’ molto fitto il mistero attorno a questa Donna: moglie, amante ecc. ecc. Chiunque si prefigge di calunniare Gesù è costretto a parlarne e quindi, ad avvallarne la profezia. Sapeva benissimo anche di che tipo di calunnie sarebbe stato oggetto nel corso dei secoli a venire. E questo non è affatto trascurabile.

Seguitando:

Sulla Ragione e sulla violenza:

Al servo “zelante” di Caifa che lo colpisce duramente al volto durante l’interrogatorio da parte del clero, Gesù ribatte: “Se ho sbagliato dimmi dove altrimenti, perché mi percuoti?”

E poi:

Chi sia Konrad Lorenz lo sanno tutti. Orbene, nel suo bellissimo “L’Anello di Re Salomone” l'etologo descrive una sua scoperta circa le leggi che regolano la sopravvivenza e la convivenza tra animali.

Il discorso sarebbe lungo ma è opportuno sintetizzarlo. Cita molti esempi ma quello dei lupi e dei cani è il più semplice.

In caso di lotta tra due contendenti, quando uno dei due soccombe offre, istintivamente, al vincitore il punto più vulnerabile, nella fattispecie, la gola. Il vincitore vorrebbe finirlo, schiuma ma, di fronte a questo gesto, è costretto a fermarsi, è inibito, è più forte di lui, deve per forza smetterla. Conclude il Lorenz che, sebbene non si conosca il come ci sia questa inibizione (che poi ed in ultima analisi, è questo il fulcro dell’eterna discussione tra creazionisti ed evoluzionisti) se ne conosce il motivo: se non scattasse questo freno, in breve tempo, la razza sarebbe estinta.

Ecco, non ricorda il famoso, discusso, frainteso, ancora impensabile per noi, purtroppo “porgi l’altra guancia”? Non è, come potrebbe apparire, un insegnamento buonista e demagogo: è proprio un insegnamento pratico e di buon senso. Si badi bene che il riferimento a Gesù lo fa lo stesso Nobel nel libro, il quale conferma, involontariamente, l’Insegnamento dopo 1900 anni.

Dice anche chiaramente che il PADRE ha molte altre dimore. Ebbene, pare sia così.


Sulla base di queste considerazioni ci penserei un momentino nello spacciare per “leggenda” la figura di Gesù, come fanno alcuni. Qui non è questione di credere o meno. Qui si tratta di constatare una realtà. La differenza, a quanto pare, è sostanziale.

Una mia considerazione:

Credo che il Suo più grande sacrificio non sia stato quello di morire in croce dopo enormi torture. Credo che il Suo grande sacrificio sia stato quello di scendere nella nostra Dimensione ed in un periodo evolutivo tutto sommato barbarico che considerava la vita umana alla stregua di oggetto. Lui, Entità di altissimo rango che scende nella ganga della materia senza averne assolutamente bisogno e questo deve essere stato per Lui un sacrificio indescrivibile: Lo ha fatto per darci alcuni semplici insegnamenti che rendono possibile una convivenza civile. Lo ha fatto per Amore, solo per Amore rendendo, quindi, l'Umanità tutta un paradosso biologico. 

E già questo è inaudito!



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SOCIETA'
28 dicembre 2016
Gesù Sol Invictus. Sul solstizio d'inverno, sul pane e sul vino.
"Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso."
Gv. 16, 12

Lasciamo perdere le credenze di teofagie, le primitive ed inutili nonché crudeli pratiche di sacrifici e cerchiamo di affrontare la questione in maniera ragionevole, con il senno di due millenni di poi e l'aiuto della Scienza.
Facciamolo in maniera più chiara possibile affinché si possa capire facilmente che, l'argomento, è già difficile di suo.

Sappiamo che, fin dalla notte dei tempi e ce lo dicono i grafiti ritrovati, gli uomini intuivano l'importanza del sole e di come l'astro, con il suo apparente moto nello zodiaco determinasse le stagioni e quindi, l'agricoltura che permetteva loro la sopravvivenza. 

Lo adoravano e nell'eterno ciclo delle stagioni, santificavano il giorno del solstizio d'inverno che ne rappresentava la rinascita: da quel giorno il Sole tornava ad illuminare maggiormente il giorno e presto sarebbe arrivata la primavera e quindi sarebbe cominciato il lavoro nei campi che avrebbe portato cibo e provviste per l'inverno successivo. Akenathon, il misterioso faraone, lo dichiarò l'unico Dio ed Eliopoli le fu dedicata.

Ciò premesso.

Gesù venne ad introdurre un nuovissimo concetto, una vera autentica rivoluzione del nostro modo di pensare: ad una visione esclusivamente Biocentrica fino ad allora adottata aggiunse, a latere, la visione Spiritocentrica: l'Uomo è Bio e Spirito dunque e non soltanto Bio.
Passò quindi, ad enunciare una serie di Principi universali espressi con idee semplici, ma così semplici che non avevano nessun bisogno di intermediazione religiosa (sapeva benissimo che ci avrebbero costruito sopra delle religioni) esplicativa per essere capite. Cosa c'è da capire, infatti  in, e per esempio, "Non giudicare se non vuoi essere giudicato"? Oppure "chi è senza peccato scagli la prima pietra"? E così altri insegnamenti.

Queste idee semplici, lo sappiamo tutti, sono basilari per una corretta convivenza civile tanto che, basta metterne seriamente in pratica anche una sola qualsiasi per risolvere i nostri problemi di convivenza, appunto. 

Doveva però, significarne l'importanza alla gente del suo tempo, tempo in cui esisteva la schiavitù e vigeva l'occhio per occhio mentre il concetto di Perdono che andava insegnando era inesistente.

Doveva, cioè, esprimere il concetto che i suoi insegnamenti erano vitali per la convivenza così come lo era il Sole per l'esistenza materiale.

Usò la metafora del Pane e del Vino.

Noi adesso sappiamo, a distanza di un paio di millenni: la Scienza ce lo dice. La Scienza è nemica dei dogmi.
E cosa ci dice la Scienza sull'argomento in questione?

Ci dice che il pane ed il vino si ricavano da vegetali i quali hanno il più alto indice di resa nel processo di trasformazione da energia solare in energia chimica assimilabile dagli uomini.

In buona sostanza con la metafora del Pane e del Vino ha voluto dire, io credo, che così come il Sole è la carne e sangue del Bio, LUI è la carne e sangue per lo Spirito, l'altro nostro componente.

Come poteva altrimenti riferire il concetto? Come poteva parlare di chimismo alimentare, di energia solare, chimica ecc. a persone del tempo? Qualcuno che legge potrebbe provare lui ad esprimerlo?

E' una metafora bellissima e, per quel che mi riguarda, commovente.
E' stata fraintesa, interpretata alla lettera, ma nulla ancora si sapeva: non è colpa di nessuno.
Gesù ha parlato per noi, per il nostro tempo e, visto che ha dimostrato di sapere, ci penserei un pò di volte prima di liquidarLo per visionario, agitatore di folle ecc. ecc.

Anche perché, dirò, non è solo in questa occasione che ha anticipato il Sapere del nostro tempo.
La Sua dichiarazione "Nella Casa del Padre mio ci sono molte Dimore" (Gv. 14, 2) dovrebbe dire qualcosa agli astronomi che cercano pianeti abitati ed a coloro, giustamente per quel che mi riguarda, credono in esistenze extra.




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SOCIETA'
7 ottobre 2015
Gesù e "Il matematico impertinente"

"Non c'è niente di nuovo se non quello che si è dimenticato" (la guardarobiera di Maria Antonietta di Francia).

Un sette, otto anni fa mi fu regalato un libro: "il Matematico Impertinente" del Prof. Piergiorgio Odifreddi.

Lo lessi e via, su uno scaffale.

In questi giorni, con un paio di lustri di vita in più,lo rileggo e adesso, vorrei fare una piccola obiezione all’ Autore il quale scrive nel capitolo " E venne un mito chiamato Gesù:

"...Sul Gesù storico c'è poco da dire,letteralmente, perché di lui non ci sono praticamente tracce nella storia ufficiale dell'epoca: il tutto una ventina di righe nelle opere di Plinio,Tacito, Svetonio e Giuseppe Flavio, tra l'altro di incerta interpretazione(<<il Chrestos>> di Svetonio) o dubbia autenticità ( la lettera a Traiano di Plinio). Se dunque veramente Gesù è esistito, dev'essere stato irrilevante per i suoi contemporanei, al di fuori di una ristretta cerchia di parenti, amici, seguaci." 

Questo, Professore, non Le dice niente? Per esempio non trova straordinario il fatto che benché "irrilevante" come dice Lei e nonostante, aggiungo io, si sia circondato (volutamente) di una manica di discepoli quasi tutti analfabeti ai quali non è passato per il cervello neanche lontanamente, l'idea di scriverne qualche testimonianza. Discepoli che lo hanno venduto e rinnegato.

Nonostante sia stato messo a morte atroce come un malfattore qualsiasi assieme a due avanzi di galera.

Nonostante sia stato vittima di faide religiose-politiche.

Nonostante la mancanza di mezzi d'informazione, Gesù ha segnato e continua a segnare la storia dell'Uomo?

Io definirei tutto ciò il vero miracolo.

E questo è un fatto. Anzi, è il Fatto.

Il resto sono supposizioni, opinioni, pareri ecc. ecc.  Anche estremamente interessanti, se vuole.

Ma non sono fatti.


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SOCIETA'
3 settembre 2015
In onore di Aylan: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,20)
Esiste una interessante ipotesi nello Spiritualismo laico in virtù della quale Personaggi di altissimo rango scendono nella dimensione materiale per scuotere coscienze affinché il genere umano possa compiere un progresso evolutivo che lo allontani sempre di più dalla materialità per avvicinarlo alla sua Reale Essenza spirituale, per aiutarlo nel suo cammino evolutivo.

E' una ipotesi appunto ma può spiegare molte cose, può spiegare, ad esempio che la fatidica domanda "ma perché Dio permette certe cose" non ha ragione di essere, che l'Intelligenza Creatrice ci ha dotato di libero arbitrio e quindi dobbiamo ricercare tra noi stessi, nelle nostre azioni la causa di tutto quel che avviene.

Ma spesso, spessissimo, purtroppo abbiamo bisogno di aiuto, non capiamo, non vediamo oppure facciamo finta di non vedere ed allora abbiamo bisogno di uno scuotimento di coscienza: ed ecco che i nostri Fratelli Maggiori, queste personalità di altissimo rango scendono tra noi, per Amore solo per Amore e si sacrificano per noi. E' una specie di test, di prova, se vogliamo chiamarla così: in che misura la nostra coscienza è scossa dal Sacrificio? Come reagiamo? Vorremo veramente risolvere il problema oppure fare finta di non vedere, di non sapere?

Queste luminose Entità non possono, proprio perché altissime, costringerci e questo a cominciare da Gesù che non ha mai costretto nessuno ma ha cercato in tutte le maniere possibili di farci comportare in maniera umana e non farci guidare dalla legge del più forte lasciandoci delle idee semplici come guida ad una convivenza civile. Idee così semplici da escludere ogni intermediazione esplicativa o presunta tale. Cosa c'è infatti da capire, per esempio, in "chi è senza peccato scagli la prima pietra"?

Ciò premesso.

Dicono che Gesù non è più tornato. Non è vero è sempre con noi come ha promesso: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,20)

Ecco Gesù: è qui.















E qui può essere? Il bimbo dodicenne pakistano che ha sollevato il problema della schiavitù infantile ancora ai nostri giorni: lo hanno ucciso a Pasqua anche questa volta:Iqbal.















Oppure, di ieri, il piccolo Aylan: può essere?

Sono scosse le nostre coscienze?
Questi nostri Fratelli Maggiori hanno raggiunto lo scopo? In che misura possiamo rimediare nel nostro piccolo individuale? E' servito il Loro sacrificio?
Sacrificio che non consiste nel morire ma il vero sacrificio è quello di scendere nella Materia: cosa questa, veramente insopportabile per la loro Perfezione. 

Eppure...... "Amor che move il sole ed altre stelle".

Errore fatale pensare "ma io cosa posso fare?" E quindi non fare nulla.
Potremmo allora un giorno, chissà quando, chissà dove, trovarci di fronte a noi stessi e considerando di non aver fatto nulla, sentirci "come una foglia all'alba di una gelida notte d'inverno" .

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SOCIETA'
14 marzo 2015
Scagliare la prima pietra.

E' sul punto di trasformarsi in abissale il divario tra Papa Francesco e gli organi tradizionali della Chiesa Cattolica che duellano tra loro all'arma bianca per contendersi il potere all'interno della stessa.

La figura di Francesco emerge in tutta la sua semplicità, e per questo potentissima, sulla mediocrità dei farisei  che non perdono occasioni per allontanare i fedeli dalla Chiesa. Così, dimenticando i vari IOR, i "Via col vento in Vaticano", le infamie tenute nascoste sui bambini, un gruppo di elegantissimi di questi personaggi (come non pensare alle scarpe da tennis di Papa Francesco?), questi ipocriti si permettono di ignorare uno dei dettami fondamentali di Gesù dei quali si dicono rappresentanti e discettano di moralità a destra ed a manca, a babordo e tribordo per dirla con i marinai.

Sono senza peccato, dicono loro, e quindi, possono scagliare la prima pietra.

Attualissimo Gesù, i cui semplici, chiari, inequivocabili insegnamenti che rendono superflua ogni intermediazione ed interpretazione religiosa sono alla base, se avessimo solo il buon senso di metterli in pratica, di una pacifica convivenza civile.

Ma ci sono i "sepolcri imbiancati", elegantissimi, volgarmente e pesantemente inanellati, bianco vestiti (caro Gesù, li hai beccati in pieno anche questa volta, alla lettera: erano vestiti di un bianco immacolato) i quali si arrogano il diritto di discettare di moralità ed emettere giudizi.

Dimenticano, questi ormai anacronistici sepolcri, di esercitare il dovere,di tutti del resto, di non giudicare ("chi sono io per giudicare?" Dice Francesco) bensì di cercare di capire, capire, sempre capire. 

Non vogliono abbandonare le loro scrivanie ed andare tra la gente,"anzi vendetele" invita l'attuale Papa il quale paventa un Suo corto pontificato e non per dimissioni.

Emettere giudizi morali è molto costoso in termini di Coscienza e siamo stati avvisati molto chiaramente:

"Non giudicare se non vuoi essere giudicato".


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SOCIETA'
11 maggio 2014
La Resurrezione nella Carne.

"Noi ci volgiam coi principi celesti
d'un giro e d'un girare e d'una sete,
ai quali tu del mondo già dicesti:
<Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete>”


La realtà appare all’improvviso. E’ dura. Molto dura. Tutto il turbinio di questo vissuto artificiale che ti costringe a correre senza soste, perché se ti fermi sei perduto, di colpo scompare e ritrovi, adesso che un ambasciatore in camice bianco della Signora, ti ha fatto capire che questa ti reclama ritrovi, dicevo, la tua vera dimensione. Il bel locale alla moda nel centro vitaiolo notturno della Milano da bere, che occupava tutti i tuoi pensieri, diventa sempre più lontano… lontano.

Sono ben altro i tuoi pensieri, adesso.

No, non credo che ci sarà la Resurrezione della carne.
Il materiale di cui siamo fatti non ci appartiene, è di Gaia che ce lo ha dato in “comodato d’uso”, dobbiamo renderlo, lo stesso materiale servirà a moltissime altre persone: nulla si distrugge e nulla si crea.

Come un esercito senza più capitano e quindi destinato a disgregarsi. Un perfetto, necessario, benemerito processo nel quale la putrescina, la cadaverina e quant’altro provvederanno a trasformare la materia biologica, ormai abbandonata dalla nostra Reale Essenza, nella forma più elementare e che sterilizzata in minerali in forma ionica si rende così indispensabile e pronta per essere consegnata al regno vegetale che provvederà a re-iniziare il ciclo del carbonio. 

Il ciclo ricomincia, come si dice.

Una di quelle straordinarie intuizioni che caratterizzano l’Artista, fa dire ad Amleto: "A quali vili usi noi possiamo tornare, Orazio! Perché non potrebbe l'immaginazione seguire la nobile polvere di Alessandro, fino a trovarla a turare il buco di una botte?".

Ma perché poi, ci dovrebbe essere questa resurrezione della carne? E come si dovrebbe risorgere? Nella forma migliore? E qual è la forma migliore? Uno vorrebbe la madre come la ricorda da bimbo. Un marito la vorrebbe nel fiore della sua giovinezza, invece. Un padre la vorrebbe da ragazza, prima che lasci la casa.

Io non la voglio!

Perché dovrei essere limitato dalla dimensione sensoriale? Sarebbe una estrema punizione, inconcepibile da una mente raziocinante.
Un buon oratore oppure scrittore si distingue per questo: esprime bene il concetto che ha in mente, supera il "collo di bottiglia" del cervello entità materiale il quale è la strettoia che inevitabilmente bisogna attraversare quando si passa dal campo delle idee, immateriali ma ben presenti, al campo fisico tramite scritto o parole. Ne derivano revisioni, rifacimenti, riletture ecc.
Succede allo studioso, al poeta, ad un artista quando ha ancora voglia di continuare a lavorare, a creare, deve cedere alla stanchezza del corpo che lo chiama fortemente al riposo facendolo crollare per il sonno, magari con la penna in mano.

La mente non ha di questi problemi ma, dovendosi servire del "soma" per poter esprimersi, deve sottostare, assoggettarsi ai suoi limiti.

Ma se non fosse più vincolata alla materia con tutte le sue limitazioni non sarebbe meglio per la nostra parte sottile?
Potrebbe essere un lampo di luce nel buio, superare barriere temporali, esprimersi a velocità del pensiero senza parlare o scrivere. Potrebbe avere una visione ben più ampia di una immensità che forse, qui, non riusciamo neanche ad immaginare.

Ma dobbiamo proprio essere racchiusi in una forma? Perché non liberarci dal condizionamento della forma? E' nella nostra attuale dimensione che si è costretti alla forma: i nostri cinque sensi hanno bisogno della materia.

Gli artisti, i poeti, gli scrittori, sono delle finestre in queste dimensioni, hanno un senso in più. Sono dei savant, direi.

Non potrebbe darsi, infatti, che l'ermetico "Mi illumino di Immenso" sia riferito a questa Dimensione? Una visione, una ispirazione del Poeta.
Rende, questo ermetismo, in maniera eccellente il concetto di come potrebbe essere una mente libera dalla materia. Il versetto non sarebbe più ermetico, sotto questo punto di vista almeno, bensì molto chiaro ed illuminante.

Ecco, io non voglio risorgere nella carne bensì rinascere “nello Spirito” come insegna, del resto, Gesù a Nicodemo.

Io spero di essere messo in condizioni di conoscere senza avere i limiti biologici. Vorrei essere libero di ascoltare e vedere tutto quello che i sensi mi impediscono di fare adesso.Vorrei cominciare ad avere una seppur pallida idea del Principio Unico, unico dalla spirale del piccolo nautilo alla spirale di una mostruosa galassia, di questa inconcepibile, smisurata Intelligenza Creatrice la quale, nella nostra attuale condizione, può essere solo postulata e mai dimostrata e già il fatto che non potremo mai dimostrarLa è un grande atto d' Amore di questa Intelligenza infinita.
PregarLa è ingiusto: pregare significa chiedere ed Essa ci ha già dato tutto.
Noi possiamo solo ringraziarLa, ecco.
Vorrei fortemente diventare uno di quelli che ”Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete”.

Com’è lontano, qui, il locale che hai amico mio, non credi?


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permalink | inviato da Fort il 11/5/2014 alle 20:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
15 aprile 2014
Pasqua: ricordando Gesù...
“…Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.”

Dicono che i quattro vangeli canonici siano stati rimaneggiati dalla nascente Religione Cattolica Romana.

E’ possibile. Non credo però, che come asseriscono alcuni critici, siano stati scritti apposta per la religione detta. Questo perché dicono tutti e quattro le stesse cose, grosso modo, e questo fa pensare che chi li ha scritti voleva solo fare opera di testimonianza: ecco, c’è stato un Uomo che ha fatto resuscitare Lazzaro, ha guarito i nati ciechi, ha cambiato acqua in vino ecc. Una semplice testimonianza dei fatti più eclatanti, insomma, che hanno stupito chi li ha scritti. Se fossero stati scritti sotto dettatura di comodo, sarebbe logico ritenere che, ogni Vangelo trattasse di un aspetto diverso: politico, religioso ecc.

Li avrebbero scritti per creare una dottrina anziché “adattarli” ad una dottrina.

Confortato da questa  considerazione, ho cercato nel corso degli anni e spinto da necessità spirituali dovute ad un drastico ed improvviso cambiamento del mio punto di vista di considerare la Vita, di vedere se, nel corso dei secoli, le parole di Gesù hanno trovato riscontro alla luce dei progressi scientifici e morali nel frattempo avvenuti nella società umana.

Dopotutto, mi dicevo, Lui stesso ha detto “Il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno”.

Qui, la Religione e la Fede non hanno niente a che vedere. Sono constatazioni basate sulla realtà dei fatti, e dunque:

Il fatto del pane e del vino:

Gesù sapeva perfettamente che provengono da prodotti che hanno il più alto coefficiente di trasformazione dell’energia solare in energia chimica assimilabile dall’uomo. Del resto, già il grano è, di per sé, un mistero. Per non parlare della fermentazione alcolica della spremuta di uva che viene trasformata in vino, moderatamente alcolico ma pura energia, che permette di affrontare dure fatiche fisiche. 

A ben pensarci, la metafora della carne e del sangue è di una finezza estrema considerando che agli apostoli non poteva certo parlare di biochimica ma che solo in futuro lo avremmo scoperto questo chimismo.

Ci dice che Lui è il Sole spirituale. Poi c'è il Sole della dimensione materiale.

C’è la storia di Maria Maddalena che, mentre gli profumava i piedi con pregiato unguento, è stata oggetto di critiche dai presenti.

Gesù disse a questi che, mentre di loro non sarebbe rimasta traccia, della Donna in questione si sarebbe continuato sempre a parlare nel corso dei tempi.

E, non si può dire che non sia vero! E’ molto fitto il mistero attorno a questa Donna: moglie, amante ecc. ecc. Chiunque si prefigge di calunniare Gesù è costretto a parlarne e quindi, ad avvallarne la profezia.

Sapeva benissimo anche di che tipo di calunnie sarebbe stato oggetto nel corso dei secoli a venire. E questo non è affatto trascurabile.

Ed ancora. E’ validissima, se non futuribile, ancora, per noi purtroppo, la lezione stupenda di non violenza. 

Sulla Ragione e sulla violenza:

Al servo “zelante” di Caifa che lo colpisce duramente al volto durante l’interrogatorio da parte del clero, Gesù ribatte: “Se ho sbagliato dimmi dove altrimenti, perché mi percuoti?”

Chi sia Konrad Lorenz lo sanno tutti. Orbene, nel suo bellissimo “L’Anello di Re Salomone” l' etologo descrive una sua scoperta circa le leggi che regolano la sopravvivenza e la convivenza tra animali.

Il discorso sarebbe lungo ma è opportuno sintetizzarlo.

Cita molti esempi ma quello dei lupi e dei cani è il più semplice.

In caso di lotta tra due contendenti, quando uno dei due soccombe offre, istintivamente, al vincitore il punto più vulnerabile, nella fattispecie, la gola. 

Il vincitore vorrebbe finirlo, schiuma ma, di fronte a questo gesto, è costretto a fermarsi, è inibito, è più forte di lui, deve per forza smetterla. 

Conclude il Lorenz che, sebbene non si conosca il come ci sia questa inibizione (che poi ed in ultima analisi, è questo il fulcro dell’eterna discussione tra creazionisti ed evoluzionisti) se ne conosce il motivo: se non scattasse questo freno, in breve tempo, la razza sarebbe estinta.

Ecco, non ricorda il famoso, discusso, frainteso, ancora impensabile per noi, purtroppo  “porgi l’altra guancia”? 

Non è, come potrebbe apparire, un insegnamento buonista e demagogo: è proprio un insegnamento pratico e di buon senso.

Si badi bene che il riferimento a Gesù lo fa lo stesso Nobel nel libro, il quale conferma, involontariamente, l’Insegnamento dopo 1900 anni.

Sulla base di queste considerazioni ci penserei un momentino nello spacciare per “leggenda” la figura di Gesù, come fanno alcuni.

Qui non è questione di credere o meno.

Qui si tratta di constatare una realtà. La differenza, a quanto pare, è sostanziale.

Una felice PASQUA 


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SOCIETA'
10 settembre 2013
Sei GRANDE...GRANDE...GRANDE
E' andata male, questa volta, alle lobby degli "armaroli" che già immaginavano grassi, grossi affari con la guerra in Siria.
Si, è vero, hanno investito in mercenari, gruppuscoli di provocatori, delinquenza varia ed assortita per inquinare quelle che erano iniziali legittime aspirazioni democratiche della "primavera siriana".
Credevano in un ritorno di questi investimenti sotto forma di succulenti contratti di vendita di armi e schifezze varie assimilate.

Ma...ma un Uomo mite e fermamente deciso a riportare la Religione a maestra di Spiritualità togliendola dall'asservimento alla politica, al compito di avvallare con argomentazioni religiose, idiote e pericolose decisioni politiche in cambio di prebende e privilegi, non ha esitato a denunciarli al mondo intero, a "sputtanarli" pubblicamente.

Grande Papa Francesco!! Ero lì, a cercare di capire a che gioco giocavi ed ho capito che giochi il gioco giusto. 

Ad Obama, "premio Nobel per la Pace" indignato per l'uso di armi chimiche ma che non "si indigna" per altre stragi che si consumano tranquillamente, è stata offerta una onorevole via d'uscita: consegna delle armi chimiche siriane.
Del resto, e giustamente a mio modestissimo avviso, i suoi soldati, quelli veri, non avevano nessuna voglia di combattere a fianco di certa gente che di soldati hanno ben poco.

Speriamo.....

Grande Papa...GRANDISSIMO, tutto maiuscolo e che il Cristo ti sia vicino in questo difficilissimo (e pericoloso assai) compito che ti sei assunto.

Del resto non ha scacciato a frustate i mercanti dal Tempio anche Lui??

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SOCIETA'
16 maggio 2013
Piergiorgio Odifreddi: Il Matematico Impertinente a proposito di Gesù.
"Non c'è niente di nuovo se non quello che si è dimenticato" (la guardarobiera di Maria Antonietta di Francia).

E' vero, almeno per quel che mi riguarda.

Un sette, otto anni fa mi fu regalato un interessante libro: "il Matematico Impertinente" del Prof. Piergiorgio Odifreddi.
Un bel libro che esprimeva l'opinione dell'Autore su vari argomenti; alcuni, anzi molti non ero in grado comprenderli, altri li condividevo ed altri no. Lo lessi e via, su uno scaffale.

In questi giorni, con un paio di lustri di vita in più, lo rileggo e idem come sopra solo che, adesso, vorrei fare una piccola obiezione al lucidissimo  Professore.

Dal capitolo " E venne un mito chiamato Gesù", trascrivo letteralmente:

"...Sul Gesù storico c'è poco da dire, letteralmente, perché di Lui* non ci sono praticamente tracce nella storia ufficiale dell'epoca: il tutto una ventina di righe nelle opere di Plinio, Tacito, Svetonio e Giuseppe Flavio, tra l'altro di incerta interpretazione (<<il Chrestos>> di Svetonio) o dubbia autenticità ( la lettera a Traiano di Plinio). Se dunque veramente Gesù è esistito, dev'essere stato irrilevante per i suoi contemporanei, al di fuori di una ristretta cerchia di parenti, amici, seguaci."  **

E questo,Professore, non Le dice niente? Per esempio non trova straordinario il fatto che benché "irrilevante" e nonostante, aggiungo io, si sia circondato di una manica di discepoli quasi tutti analfabeti che non è passato nel loro cervello, neanche lontanamente, l'idea di scriverne qualche testimonianza, sia stato tradito e rinnegato da questi, sia stato messo a morte atroce come un malfattore qualsiasi in compagnia di avanzi di galera, sia stato vittima di faide religiose-politiche e nonostante la mancanza di mezzi d'informazione, aggiungo sempre io, nonostante tutto questo, insomma, Gesù ha segnato e continua a segnare la storia dell'Uomo?
Proprio non ha considerato tutto questo? Come spiega tutto ciò?
Io lo definirei miracolo il quale è un sostantivo che Lei aborrisce.

Lei, invece, definisce miracoli i progressi della tecnologia. 
Io questi progressi non li definirei miracoli ma scoperte, straordinarie quanto vuole, questo si, di Leggi già esistenti in Natura e forse, nell'Universo. L'Uomo scopre non crea Leggi.
Ma queste Leggi toccano l'Universo materiale  che, tra l'altro, è il solo che Lei riconosce, sempre se ho capito bene.
Ma per spiegare bene ciò che voglio dire affinché Ella possa rispondere (è un discorso puramente accademico, Lei non mi leggerà mai, al contrario di come faccio io: non è reciproco il discorso, infatti), per meglio chiarire le mie perplessità circa i limiti della seppur meritoria, benemerita Scienza della Materia nei confronti della sfera spirituale ed a rischio di sembrare melenso, banale Le faccio un esempio che però spiega abbastanza bene ciò che, appunto, voglio dire:

Se porto una boccettina di un campione di liquido ad un chimico e chiedo a questi di analizzarlo, il chimico lo farà e mi dirà: "liquido incolore, composto da acqua e seguenti sali nelle seguenti quantità ecc. ecc. Dalla composizione risultano essere lacrime."

Ed io: "Si si, lo so bene, ma volevo sapere se sono lacrime di gioia oppure di dolore".

Lei che dice, me lo dirà la Scienza?

*Nel libro "lui" in minuscolo.
**L'evidenziazione e la sottolineatura sono mie



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SOCIETA'
30 marzo 2013
GESU' (amor che nella mente mi ragiona)

"Noi ci volgiam coi principi celesti

d'un giro e d'un girare e d'una sete,
ai quali tu del mondo già dicesti: 

'Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete"

Giorgio de Santillana, storico al M.I.T. ed Hertha von Dechendetnologa ed insegnante di storia della Scienza in varie università europee e statunitensi, hanno scritto e pubblicato negli USA nel 1969 “Il Mulino di Amleto”. In Italia edito solo nel 1983 da Adelphi.   

In questo trattato, perché tale è (un po’ lunghetto ma interessantissimo), i due emeriti studiosi hanno raccolto i miti e leggende di popolazioni di tutte o quasi, le latitudini. Una caratteristica che hanno riscontrato è quella che parla di disastri planetari ed una seconda è quella che, questi racconti,  hanno la particolarità di presentare numeri che sono comuni a tutte le leggende esaminate. 

Jane B. Sellers che si occupa di archeologia all’Istituto Orientale dell’Università di Chicago, leggendo di questi racconti, ha scoperto che questi numeri sono, incredibile a dirsi, numeri riconducibili alla precessione degli equinozi. E questo è un mistero perché non si capisce come, in racconti ancestrali che si perdono nella notte dei tempi, siano presenti tali numeri.

Ciò premesso.

Chissà chi è stato a raccontare, usando metafore, a qualche rappresentante di una Umanità agli inizi del suo cammino evolutivo, il sistema planetario nel quale ci troviamo, l' origine ed il destino futuro dell' Uomo.

Saranno stati i componenti dell' Enneide egizia altrimenti Dei dell'Olimpo mentre si preoccupavano di creare il supporto logistico alla "macchina umana" che sarebbe servita a far conoscere una Realtà diversa ad una Dimensione spirituale che, per sua natura,  non avrebbe mai potuto, altrimenti, conoscere?  Mentre si preoccupavano di assicurargli proteine, carboidrati, sali e vitamine, a conservarli nel tempo al fine che fosse resa possibile la creazione di una collettività, di una società e liberarli dal cannibalismo?

Usarono metafore legate all'astronomia dando indicazioni che, sarebbe venuto il tempo in cui, al verificarsi di determinati, e facili da osservare, fenomeni astronomici, sarebbe venuto il Rivoluzionario che avrebbe dettato le indicazioni della linea evolutiva dell'Uomo facendo morire l'era precedente uccidendo le linee del Toro e dell'Ariete. Sarebbe nato in povertà, una stella avrebbe indicato il luogo di nascita, avrebbe rivelato concetti assolutamente nuovi ed infine sarebbe morto crocifisso. Ma cos'era questa crocifissione se nessuno conosceva ancora questo terribile sistema di uccidere? Se era ancora lontano dal venire il Popolo che ne avrebbe fatto una sua caratteristica?

Come un meme, questa profezia si propagò e sorsero varie leggende che avevano in comune tutti questi indizi e furono fondate religioni e creati dei e profeti che tenevano vive queste misteriose avventure di questo altrettanto misterioso Personaggio seppur con nomi e luoghi di vissuto diversi. 

Intanto, gli eventi preparatori cominciavano a fare capolino nella Storia, quella vera. 

Akenathon introduceva il concetto del Dio unico

Il misterioso Akenathon introduceva ilconcetto del Dio unico rappresentato, in Terra, dal Sole.

E' forse un caso che Gesù, nell' Ultima Cena, offra pane e vino come Sua carne e sangue?

La metafora è di una efficacia impressionante, ora che noi sappiamo. E cosa sappiamo? 

Sappiamo, ad esempio, che il pane e il vino sono, per l'area geografica che ci riguarda, derivati dai cereali e dall'uva i quali sono i vegetali che hanno il miglior coefficiente di trasformazione dell'energia solare in energia chimica assimilabile da noi uomini.

Ed ecco la potente metafora del Sole, della Carne e del Sangue: Io sono per voi indispensabile per il vostro Spirito come il Sole lo è per la vostra parte biologica.

Qualche secolo dopo Akenathon, Mosè raccoglieva chi aveva fatto germogliare dentro di sé questo seme del Dio unico e li guidava alla Terra che doveva essere la culla di questo stesso Dio. Gravissima incombenza a questa manciata di uomini che doveva combattere contro il resto del mondo per difendere questa idea poi dimostratosi giusta e combattere l'idolatria. Diede loro anche delle Leggi "attualizzate" all'epoca nella quale vivevano e che venivano riprese dalla "dichiarazione d'innocenza" che gli spiriti degli egizi morti professavano in sede di giudizio nell'altra Dimensione. Mosè, del resto, era un grande sacerdote egizio. Ci volle una vita, quaranta di anni a farli girare nel deserto affinché si formasse un Popolo. Quaranta di anni per percorrere qualche centinaio di chilometri.

Un pò di secoli dopo, un misterioso, mitico capo pastore allattato da una lupa, dovette combattere contro il fratello (ed anche qui, come da profezie e miti precedenti, compare un fratello solo che, in questo caso, vince il "buono") per fondare Roma che avrebbe costituito un impero e di questo impero, faceva parte anche il popolo custode del Dio unico. L'Impero era strumentale a questo grandioso progetto: le sue indispensabili vie di comunicazioni avrebbero permesso, più tardi, il propagarsi del nuovo concetto di civiltà e questo, in assenza di altre forme di comunicazioni.

E poi nacque LUI ed a trent' anni circa, anno più, anno meno, una poderosa Personalità spirituale, il Verbo, se così lo si vuol chiamare, ne prese "possesso" sulle rive del fiume, nell'acqua: i suoi princìpi, infatti erano destinati agli uomini dell'Acquario. Troppo rivoluzionari per quei tempi. Ed infatti, gli costarono la morte. 

Maometto pensò a diffonderli al di fuori dell'Impero romano, verso est.

E' straordinario notare che, di questi Personaggi, non si trova il corpo, sono scomparsi nel nulla o "assunti in cielo".

Poi sappiamo tutti come andò a finire. 

E' commovente osservare come, il più grande sacrificio di Gesù il Cristo, non sia stato quello di morire in croce bensì quello di una Entità di rango elevatissimo che scende, senza averne assolutamente bisogno e per Amore, solo per Amore, in una dimensione materiale aggravata da una temporalità animalesca, quasi, che considerava altri esseri umani come oggetti dei quali disporre liberamente.
Scende a ribadire in alcuni casi e ad insegnarci in altri casi, le linee guide della nostra convivenza civile che noi, uomini dell'Acquario riconosciamo, adesso, come uniche valide.
Scende come "Agnello in mezzo ai lupi". Lupi  che ne avrebbero fatto scempio.

Il fatto che una personalità del genere abbia affrontato un così terribile sacrificio, dovrebbe indicarci che la nostra Specie è importantissima e questo, dovrebbe essere motivo di conforto ed incoraggiamento nel proseguire il cammino evolutivo. In buona sostanza, ci ha nobilitati. Ci ha tirati fuori dalla condizione di animaloidi.

Il vero, grande "miracolo", invece e se così lo si vuole chiamare, consiste nel fatto che benché venduto per una manciata di soldi da un Suo discepolo, rinnegato per viltà e per una notte intera da un altro dei suoi più fidati, benché durante il periodo della Sua Missione si sia circondato di un gruppetto di analfabeti popolani atti a risolvere le incombenze più elementari e che nulla di scritto sia stato in grado di produrre e nemmeno ne haavvertito la necessità (e questo è abbastanza indicativo della personalità dei suoi discepoli), sebbene condannato a morire come l'ultimo dei delinquenti in compagnia di veri avanzi di galera, il Suo Insegnamento si sia propagato, "come fiamma in un pagliaio" per tutto il mondo e non circoscritto a luoghi ed etnie particolari come nel caso di altri "dei o maestri" che lo precedettero. 

Ed è qui, in questo vero miracolo di propagazione del Suo Insegnamento espresso con magistrale perizia e con tecnica comunicativa sopraffina a mezzo di idee semplici che nessuno spazio lasciavano e lasciano, ancora oggi, ad ogni forma di intermediazione religiosa, è qui, dicevo, che si riscontra la grandiosità di questa immensa Entità spirituale. Nulla gli si può confutare e nessuno è in grado di farlo o è stato in grado di farlo (forse, qualcuno, ha creduto di averlo fatto). Mentre è facilissimo confutare ed irridere i dogmi delle religioni, istituzioni umane sorte in Suo nome, in buona o cattiva fede, ma che poco o nulla, nei fatti, hanno a che vedere con il Suo Insegnamento.

Personalmente, a mio modesto parere, è troppo riduttivo lasciare che l'evento del Cristo sia prerogativa delle religioni. 
Questo evento è un fatto storico basilare per l'Uomo e gli storici, i filosofi, gli archeologi dovrebbero essere i veri studiosi e cultori di questo Personaggio e della svolta radicale che ha impresso alla nostra Storia.

Allora, a ben vedere, bisogna ammettere che è tutto più grande di noi, che siamo di fronte ad un Progetto straordinario! Un Progetto del quale ci si svela il filo conduttore solo a cose avvenute e nell'arco di millenni: veramente un "pane-Conoscenza" guadagnato con il sudore, giusto la Bibbia.

(Dedicato ad Alessandro, mio figlio, che vuole capire).


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SOCIETA'
3 gennaio 2013
Qualcosa di straordinario.
"Io sarò con voi fino alla fine del mondo"

E' successo per davvero.

Sono una rivoluzione epocale quelle proteste delle donne indiane che hanno, finalmente, rotto un tabù in forza del quale una donna può essere tranquillamente violentata e, magari, deve anche pagare i danni allo stupratore se questi non l'ha trovata di suo gradimento.

Forse non si riconosce il giusto significato di questo movimento oramai avviato e che non credo si potrà più fermare.
E' un grande passo avanti che l'Umanità tutta compie nella direzione di una migliore convivenza civile. Ci vorrà ancora del tempo, le resistenze di usanze millenarie sono forti ma, alla fine, cederanno.

Chissà, la "profezia" dei Maya si riferiva a questo capovolgimento sociale?

Proviamo a considerare la faccenda da un punto di vista più sottile, diciamo così:

La giovane ragazza ha "assolto" la sua missione, il sacrificio ha innescato la protesta che non potrà più fermarsi. Doveva essere brutale il più possibile per poter scuotere le coscienze. 

E' già successo con Gesù.

Già, Gesù.
"Io sarò con voi fino alla fine del mondo"

C'è un piccolo particolare, abbastanza indicativo, per le persone di buona volontà: il tutto è successo nel periodo natalizio quando si ricorda la venuta del Messia. Sarà un caso?

Resta la domanda: ma noi, poi, Lo cerchiamo per davvero?


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SOCIETA'
2 aprile 2012
L' Ultima Cena (i due Soli).

”….fate questo in memoria di Me”.

L’Eucaristia è sempre stata un argomento formidabile per i detrattori del Cristo: pane e vino che trasmutano in carne e sangue?

Conviene lasciar perdere dicono questi amabili signori non nascondendo un sorrisetto ironico.

Personalmente ritengo, invece, che sia il fortissimo argomento a favore di Gesù ed è basata su oggettive constatazioni scientifiche.

Consideriamo il seguente punto di vista:
E’ un dato di fatto che l’energia utilizzabile da un organismo biologico è originata dalla complessa reazione chimica detta sintesi clorofilliana attraverso la quale, l’energia solare si tramuta in energia chimica indispensabile agli esseri viventi. Questa reazione è alla base del così detto ciclo del carbonio ed è innescata dalla luce solare. 


Chiunque sia appena introdotto in chimica degli alimenti dovrà constatare che le piante a più alto coefficiente di trasformazione di energia solare in energia assimilabile dall’uomo sono i cereali e la vite. Il fatto è che, dal grano si ricava il pane e, dalla vite, il vino.

Ciò premesso torniamo a Gesù. Gesù che sta per concludere la Sua missione terrena.

Ha raccolto a convivio i suoi Discepoli, ha già detto loro che, nella notte che seguirà, qualcuno lo avrebbe tradito consegnandolo al clero e qualcun altro lo avrebbe rinnegato prima della successiva alba.
Prende il pane, lo distribuisce invitando a mangiarlo “ Questa è la mia Carne”.
Ed il pane, dal punto di vista alimentare, è proprio carne, infatti: contiene protidi che sono i costituenti della carne e zuccheri, glucidi, che è energia a lungo rilascio.

Poi, distribuisce il vino: “ prendete e bevete, questo è il mio sangue”.

Ed ha ragione perché il succo d’uva, fermentato e quindi vino, oppure non fermentato, contiene alcool oppure zuccheri. In ogni caso sono di prontissima assimilazione anche se con modalità differenti: energia pura e pronta per il nostro organismo veicolata dal sangue.

Non ha offerto la carne di agnello, ad esempio o formaggio, che sono già alimenti mediati da altri processi di assimilazione.
Quindi, paragonando il pane e vino a carne e sangue, Egli dimostra una perfetta conoscenza del ciclo del carbonio ed annessi nonché conosce perfettamente il chimismo alimentare.

Ma perché: “la MIA carne ed il MIO sangue”?
Qui si lascia la Scienza e bisogna avere “l’intuizione della quarta via”.

Prosegue: “fate questo in memoria di me”.

E perché mai, spezzando pane e bevendo vino dovremmo ricordarci di Gesù?
Perché, qui si dimostra una straordinaria superiorità mentale: Egli crea un associazione di idee, un parallelismo. In buona sostanza dice agli Apostoli: “ Così come il Sole è indispensabile al corpo Io sono il Sole per il vostro Spirito che ha una vita ben diversa ed eterna”.

E’ questa, del pane e del vino, una straordinaria, bellissima metafora. Infatti come altro si potrebbe spiegare l’associazione tra i due Soli a pescatori, a persone che nulla sanno di fotosintesi, ciclo del carbonio, proteine ecc. ecc. ? Chi legge riuscirebbe a fare di meglio?
Perché il punto è proprio qui. E’ qui che il discorso diventa affascinante, miracoloso.
Ci si potrebbe chiedere, infatti, ma perché Gesù parla di pane e vino che si tramutano in carne e sangue sapendo che non avrebbero mai capito i suoi Discepoli, che lo avrebbero preso alla lettera e quindi dubitato di Lui, prendendolo per visionario, esaltato? Come poi del resto è avvenuto ed avviene ancora?
Possibile che Gesù, il Gesù così arguto che si libera da tranelli dicendo di dare a Cesare quel che è di Cesare ecc. oppure il Gesù maestro in tante occasioni, “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, ad esempio, non avesse intuito, dicevo, che non sarebbe stato assolutamente capito?
E quindi?
Quindi, la mia personale opinione, è che Lui, il “messaggio” non voleva affatto indirizzarlo agli uomini del tempo che avrebbero preso alla lettera il Suo discorso.

Il “fate questo in memoria di me” è indirizzato a noi, uomini del terzo millennio, dell’Acquario ai quali la Scienza ha spiegato la fotosintesi ed il ciclo del carbonio, la quasi identicità tra molecola emo e molecola clorofilla.

Gesù sapeva già tutto!! L’Ultima Cena è dedicata a noi ed a quelli a venire.
Sapeva che con il tempo avrebbe ricevuto attacchi di ogni genere, che si sarebbe dubitato di Lui, che il pane e vino tramutati in carne e sangue sarebbero stati argomenti di forte dubbio, avrebbero indebolito la fiducia in Lui. Ed allora ha dichiarato con questa stupenda metafora della Eucaristia, la scopo della Sua Missione. Ma sapeva già che la Scienza ci avrebbe aiutato a capire.
Noi ora, infatti, possiamo capire l’associazione di idee tra i due Soli.
La metafora è per noi, per il nostro millennio ed a seguire.

La Eucaristia ed il “fate questo in memoria di me” sono caratteristiche di Gesù.

Orbene, si dice che sia un personaggio inventato la cui storia ricalca quella di altri “superuomini” divinizzati. Vengono continuamente editati libri con lo scopo di dimostrarne l’inesistenza o l’assoluta “normalità”, intesi a dire che era un comune mortale con i Suoi vizi, con le Sue virtù, pregi e difetti ecc. ecc.

Sappiamo tutti quel che si scrive che diventa perfino noioso parlarne o leggerne.
Ecco, il fatto è che, chiunque abbia scritto dell’ Ultima Cena dovrebbe, questo chiunque, spiegare come facesse a sapere, a quel tempo, di fotosintesi clorofilliana, ciclo del carbonio, molecola ematica, proteine ecc. ecc. Del perché il pane ed il vino sono carne e sangue e su che cosa basa la metafora.

Perché, in mancanza di risposte a questo quesito, si dovrebbe necessariamente ammettere che, duemila anni fa o giù di lì, uno straordinario Personaggio era tra noi uomini.



E' tornato Gesù? («Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20)

Si, è tornato a mio modesto parere.


Lo riconosciamo in questa bimba? Ed il fotografo il Suo evangelista.

Questa foto vale più di mille parole, scuote la coscienza degli Uomini che si ritengono tali e lascia indifferenti gli ancora umanoidi.





Ed ancora in questo bimbo, questa volta in Pakistan, che ha combattuto la schiavitù minorile e grazie a lui è stata fatta una Legge su questo fenomeno indegno. Ucciso a 12 anni ed anche questa volta nel periodo pasquale.

Chissà quante volte è ancora tornato e noi non lo abbiamo riconosciuto!




Perché, altrimenti, come si immagina un ritorno di Gesù? Forse che scende dal cielo in una “nube di gloria e squilli di trombe” ossequiato dai potenti della terra e da folle oceaniche?

BUONA PASQUA A TUTTI


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SOCIETA'
6 marzo 2012
La Resurrezione nella carne (Amor che ne la mente mi ragiona)
"Noi ci volgiam coi principi celesti
d'un giro e d'un girare e d'una sete,
ai quali tu del mondo già dicesti:
<Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete>”


La realtà appare all’improvviso. E’ dura. Molto dura. Tutto il turbinio di questo vissuto artificiale che ti costringe a correre senza soste, perché se ti fermi sei perduto, di colpo scompare e ritrovi, adesso che un ambasciatore, in camice bianco, della Signora, ti ha fatto capire che questa ti reclama, ritrovi, dicevo, la tua vera dimensione. Il bel locale alla moda nel centro vitaiolo notturno della Milano da bere, che occupava tutti i tuoi pensieri, diventa sempre più lontano… lontano.

Sono ben altro i tuoi pensieri, adesso.

No, non credo che ci sarà la Resurrezione della carne.
Il materiale di cui siamo fatti non ci appartiene, è di Gaia che ce lo ha dato in “comodato d’uso”, dobbiamo renderlo, lo stesso materiale servirà a moltissime altre persone: nulla si distrugge e nulla si crea.

Come un esercito senza più capitano e quindi destinato a disgregarsi; un perfetto, necessario, benemerito processo nel quale la putrescina, la cadaverina e quant’altro provvederanno a trasformare la materia biologica, ormai abbandonata dalla nostra Reale Essenza, nella forma più elementare e che, sterilizzata in minerali in forma ionica, si rende così indispensabile e pronta per essere assimilata dal regno vegetale che provvederà a re-iniziare il ciclo del carbonio.
Il ciclo ricomincia, come si dice.

Una di quelle straordinarie intuizioni che caratterizzano l’Artista, fa dire ad Amleto: "A quali vili usi noi possiamo tornare, Orazio! Perché non potrebbe l'immaginazione seguire la nobile polvere di Alessandro, fino a trovarla a turare il buco di una botte?".

Ma perché poi, ci dovrebbe essere questa resurrezione della carne? E come si dovrebbe risorgere? Nella forma migliore? E qual è la forma migliore? Uno vorrebbe la madre come la ricorda da bimbo. Un marito la vorrebbe nel fiore della sua giovinezza, invece. Un padre la vorrebbe da ragazza, prima che lasci la casa.

Io non la voglio!

Perché dovrei essere limitato dalla dimensione sensoriale? Sarebbe una estrema punizione, inconcepibile da una mente raziocinante.
Un buon oratore oppure scrittore si distingue per questo: esprime bene il concetto che ha in mente, supera il "collo di bottiglia" del cervello entità materiale il quale è  la strettoia che inevitabilmente bisogna attraversare quando si passa dal campo delle idee, immateriali ma ben presenti, al campo fisico tramite scritto o parole. Ne derivano revisioni, rifacimenti, riletture ecc.
Succede allo studioso, al poeta, ad un artista quando ha ancora voglia di continuare a lavorare, a creare, deve cedere alla stanchezza del corpo che lo chiama fortemente al riposo facendolo crollare per il sonno, magari con la penna in mano.

La mente non ha di questi problemi ma, dovendosi servire del "soma" per poter esprimersi, deve sottostare, assoggettarsi ai suoi limiti.

Ma se non fosse più vincolata alla materia con tutte le sue limitazioni non sarebbe meglio per la nostra parte sottile?
Potrebbe essere un lampo di luce nel buio, superare barriere temporali, esprimersi a velocità del pensiero senza parlare o scrivere. Potrebbe avere una visione ben più ampia di una immensità che forse, qui, non riusciamo neanche ad immaginare.

Ma dobbiamo proprio essere racchiusi in una forma?
Gli artisti, i poeti, gli scrittori, sono delle finestre in queste dimensioni.
Non potrebbe darsi, infatti, che l'ermetico "Mi illumino di Immenso" sia riferito a questa Dimensione? Una visione, una ispirazione del Poeta.
Rende, questo ermetismo, in maniera eccellente il concetto di come potrebbe essere una mente libera dalla materia. Il versetto non sarebbe più ermetico, sotto questo punto di vista almeno, bensì molto chiaro ed illuminante.

Ecco, io non voglio risorgere nella carne bensì rinascere “nello Spirito” come insegna, del resto, Gesù a Nicodemo.

Io spero di essere messo in condizioni di conoscere senza avere i limiti biologici. Vorrei essere libero di ascoltare e vedere tutto quello che i sensi mi impediscono di fare adesso.
Vorrei cominciare ad avere una seppur pallida idea del Principio Unico, di questa inconcepibile, smisurata Intelligenza Creatrice la quale, nella nostra attuale condizione, può essere solo postulata e mai dimostrata e già il fatto che non potremo mai dimostrarLa è un grande atto d' Amore di questa Intelligenza infinita.
PregarLa è ingiusto: pregare significa chiedere ed Essa ci ha già dato tutto.
Noi possiamo solo ringraziarLa, ecco.

Vorrei fortemente diventare uno di quelli che ”Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete”.

Com’è lontano, qui, il locale che hai amico mio, non credi?


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SOCIETA'
25 gennaio 2012
A ben guardare, succedono cose straordinarie...

Era una mattina presto dei primi di agosto, qualche lustro, se ricordo bene,  prima che entrasse in vigore la moneta europea.

Milano era già in periodo di ferie, assenza quasi totale del traffico mattutino. Mi trovavo in una gelateria nei pressi di viale Zara e, facendo colazione, cercavo di convincere il proprietario a comprarsi il destrosio per i suoi gelati dal sottoscritto senza, per altro, riuscirci.

Nel bel mezzo del discorso, tutto preso dal magnificare la bontà del destrosio italiano mentre lui comperava olandese, entra una vecchia suora. Dapprima non ci feci caso ma poi, guardandola meglio, mi stupì la serenità del suo viso e gli occhi, gli occhi straordinariamente azzurri e vivi. Dimostrava la sicurezza ed la superiorità di chi non chiede per se ma per altri.

Chiede al proprietario se può dargli 12.000 lire per comperare una palla e qualcosa d’altro ad una ragazzina di otto anni che le è stata affidata da qualche autorità perché entrambi i genitori sono in prigione. Nonostante avesse l'abito vecchio, consumato e, da qualche parte, rattoppato, la suora aveva grande dignità e, ripeto, sicurezza.

Il proprietario le dà 2.000 lire. Mi colpì la sua risposta "grazie, ma non basteranno a far smettere di piangere la bambina". Andò via.

Io dapprima cercai di riprendere l'opera di convincimento sul destrosio italiano ma poi si accese come una lampadina e dissi tra me e me: -Raffa, tu devi essere scemo, una ti sta dicendo che una bambina piange per diecimila miserabili lire e tu te ne stai qui a tentare di guadagnare i più. Non è possibile, non ti ricordi più, forse, di quella notte? Toccati la cicatrice in testa vedrai che ti ricorderai!!

Così pagai, piantai subito lì la discussione -comprati l'olandese, vedrai che affari che fai con il suo destrosio- ed uscii di corsa per raggiungere la suora che stava ormai girando un angolo.

La raggiunsi di corsa: " Scusi suora, ho capito il problema della bambina, se permette ecco le diecimila così la tiene buona."

La risposta della suora mi stravolse: " Era ora, in genere quando prego per questo genere di cose, arrivate subito ma questa volta ci avete messo più tempo del solito. Cosa avete di così più importante da fare di una bambina ?"

La suora mi guardava dritto negli occhi ed io non sapevo cosa dire –è vecchia- pensai.

" Suora, ma io non sapevo niente, ho solo sentito al bar cosa diceva ed ho pensato di aiutarla. Sto solo lavorando! ".

"Non fa niente, so quel che dico, è importante che la preghiera abbia dato risultati. Ma venite prima la prossima volta". Mi salutò, ringraziò ed io andai.

Ci pensai un po’ alla faccenda, ma poi preso da altre cose, non lo feci più. Dovevo sistemare la ditta se volevo andare in ferie. Gli altri erano già via ed io avevo un sacco di cose da fare ancora.

………….

Nel tardo autunno di quell'anno la stazione di Milano era un luogo di raccolta profughi che arrivavano dai balcani per via della guerra, pulizia etnica ed altre belle cose di questo genere.

Una sera, dovevamo andare fuori e, mentre aspettavo che mia moglie fosse pronta, ne approfittai per vedere il TG1 delle 20.00. Ad un certo punto si parlò dei profughi, della situazione alla stazione di Milano e si collegarono con una inviata sul posto.

Solite cose, poi l'inviata intravide tra la massa dei profughi Fratel Ettore e pensò bene di intervistarlo.

Fratel Ettore era un personaggio di grande levatura morale e sempre in prima linea, qui a Milano, nell'aiuto ai bisognosi. Era una persona che bada alla sostanza, diceva sempre quel che pensava senza ipocrisie e non si lascia strumentalizzare dalla politica, ne consegue che non era conosciuto dai più perché non appariva mai in televisione. In compenso lo conosceva bene chi aveva bisogno di aiuto.

Dunque la giornalista lo intervista che è inginocchiato presso un gruppo di sfollati e tiene in braccio un bimbo. Faceva un freddo cane in quella tarda serata di novembre alla stazione di Milano e si vedeva il vapore che usciva con le parole. Vado a memoria:

"Allora Fratel Ettore, com'è la situazione ?"

" Grave ma finalmente ho risolto, sono in grado di aiutarne parecchi di questi fratelli e sorelle che attraversano un brutto momento della loro vita"

"Bene, e chi l'ha aiutata ? Il Comune, la Provincia, lo Stato?"

"Macché, nessuno, è stato Lui, gli ho detto: senti, o ascolti le mie preghiere oppure io non posso fare niente per questi fratelli. Qui, come vedi, non mi aiuta nessuno."

"Lui chi, scusi ?

"Come chi ?" Ed alzando gli occhi al cielo" Gesù, naturalmente, chi altro ?"

"Ah!!!"

Con questa esclamazione di stupore della giornalista, il TG1 chiude il servizio da Milano.

A me è venuto un colpo: mi sono ricordato della suora in agosto. Questa è la seconda volta che mi stanno dicendo che la Preghiera, se chiesta altruisticamente, è un mezzo formidabile di aiuto.

Ne dedussi che non poteva trattarsi di una coincidenza. Di conseguenza annotai e sottolineai questa faccenda in un mio registro virtuale che ho ben impresso nel cervello e dove metto cose da non dimenticare assolutamente.

Qualche tempo dopo, mi toccava sperimentare direttamente la faccenda e, dirò, in maniera spettacolare e soddisfacente.


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SOCIETA'
20 ottobre 2011
Il misterioso obelisco vaticano. (L'Ultima Cena)
Anu per gli egizi, Eliopoli, Città del Sole per i greci, era la città sacra sede del culto del Dio Sole.
Un culto al quale gli egizi furono iniziati, forse, da Ermete il quale allora e per quei tempi storici, era indirizzato alla centralità del sole quale astro, centralità poi confermata da Copernico tre millenni dopo circa ma che aveva un significato esoterico ben preciso. Significato che ben compresero Giordano Bruno e Tommaso Campanella i quali intendevano dare ben altro significato al Sole.
Significato che non era in linea con i dogmi della Chiesa Cattolica e tutti sappiamo come i due finirono. Ma, anche Gesù aveva parlato di cosa dovesse significare per noi uomini il Sole. Ne parlò con un fine euforisma che solo ora siamo, forse, in grado di capire. I due filosofi ci arrivarono per altre vie.
 
Tagliato  per il figlio del faraone Sesostri 1° nel 2000 a.C. circa , faceva parte di una coppia che abbelliva Eliopoli.
Plinio ci dice che Caligola lo fece trasportare a Roma dove, dopo aver abbellito il circo vaticano finì inglobato, quasi, dal muro meridionale della Basilica del Vaticano e lì rimase con il piedistallo coperto di rifiuti circondato da case costruite a ridosso della Basilica. Brutto destino per un maestoso obelisco di quella che fu la Città del Sole.
Ma, siccome il Sole ha un enorme significato esoterico, l'obelisco era destinato ad una importantissima funzione: fu tutto frutto di una serie di coincidenze oppure.....
Ed infatti:
Il Papa Niccolò V°, chissà spinto da cosa, ebbe l'idea di spostare l'obelisco nella sede in cui si trova oggi ma poi, morì e non se ne fece nulla.
Un secolo dopo circa, Papa Sisto, V° anche Lui, riprese il progetto ed affidò l'incarico all'architetto Fontana.
Fu una grande opera ma l'obelisco venne sistemato dove ora si trova.
Ci fece sistemare sopra, il suo stemma e quindi, una croce.

La storia non finisce qui ma, anzi, comincia.

Dopo una settantina di anni, Papa Alessandro VII diede l'incarico al grande Bernini di progettare la Piazza San Pietro. Il grande architetto circondò la piazza di un bel colonnato che venne interpretato come le braccia della Chiesa che abbraccia, appunto, il mondo.

Il Bernini, nel 1665 venne chiamato dal re Luigi XIV che lo invitò a presentare un progetto per la facciata del Louvre. Lasciò, quindi, in sospeso i lavori del Vaticano.
Li completò quando tornò da Parigi e li completò disegnando sulla grande piazza della Basilica, centralità del Cattolicesimo, un raffinato cerchio diviso in otto parti.






    
Ecco, il mistero è qui.
Il fatto è che, il simbolo geroglifico di Eliopoli è un obelisco sormontato da una croce e il geroglifico determinativo di città è un cerchio diviso in otto parti quindi, la piazza così concepita dal Bernini, secondo la scrittura geroglifica indica testualmente: Eliopoli Città del Sole.
Il mistero si infittisce se si pensa che solo duecento anni dopo si scopriva il significato dei geroglifici mediante la Stele di Rosetta. E' stata una coincidenza che il Bernini abbia progettato e realizzato la piazza in quella maniera?

Casualmente o chissà come, Roma diventava la Città del Sole.

Ma torniamo a Gesù ed al significato che diede, a mio modesto avviso, al Sole.

Se, a quanto si legge, altri prima di Lui, spezzarono il pane ed offrirono il vino, lo fecero a ben ragione.
E' vero, però, che solo Gesù parlò del pane e del vino come della Sua carne e del Suo sangue.

Ed anche qui, il fatto è che il pane ed il vino sono alimenti che si ricavano da cereali e vite le quali sono piante che hanno il più alto coefficiente di trasformazione da energia solare in energia chimica, organica, assimilabile da noi umani.


Usò la raffinata metafora della carne e del sangue, non poteva certo parlare di energia e di chimica organica a quei tempi: e venne preso alla lettera.
Esotericamente, e con il senno del poi, possiamo pensare che Lui volesse dire che così come il sole è carne e sangue, nutrimento per il corpo, Lui è carne e sangue, nutrimento per lo Spirito. E', in ultima analisi, il nostro riferimento spirituale, Figlio del Padre come tutti noi che ci invita ad onorare e ringraziare.
E Roma, con le straordinarie coincidenze(?) dell'obelisco di Eliopoli è la centralità dei Suoi insegnamenti, è la nuova Eliopoli, la Città del Sole.

Si può dire che il discorso dell' Ultima Cena, non era rivolto ai commensali bensì agli uomini del futuro, a noi cioè.

(Dedicato a Roma dopo l'offesa ricevuta)

PS: La storia dell' obelisco è narrata da Hancock - Bauval in "TALISMANO" ed. Corbaccio.
L'idea dell'Ultima Cena, con il riferimento al culto Ermetico, è mia.

Il presente è una rielaborazione di un mio precedente post del 2005.

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SOCIETA'
31 agosto 2011
Quel treno per Darjeeling (Agnès Gonxha Bojaxhiu)

E' straordinario, non può essere diversamente. 

Gesù è sceso in questa dimensione ed è stato questo il Suo più grande sacrificio: immensa Entità di altissimo rango che scende, senza averne assolutamente bisogno, nella ganga della Materia. 

Insomma, ci ha nobilitati: in buona sostanza, se una Entità del genere si cala, come agnello in mezzo ai lupi che ne fanno scempio, vuol dire che ne valeva  e ne vale la pena. La faccenda è consolante.

Ne vale la pena perché dopo, Lui stesso (Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” Mt 28,20), oppure altre elevate Entità vengono tra noi a ricordarci che il motivo per cui siamo su questo pianeta, su questa dimora del Padre che ne ha tante altre, non è la Materia bensì lo Spirito.

Vengono a ricordaci che nel mentre in Natura tutto è spietato ed il "gene egoista" impera come è giusto che sia, l'Uomo Spirituale nulla ha da spartire con la Materia.
Vengono a ribadire che noi siamo un paradosso della Materia.

E così, in una notte, su di un treno: 

« Quella notte aprii gli occhi sulla sofferenza e capii a fondo l'essenza della mia vocazione [...] Sentivo che il Signore mi chiedeva di rinunciare alla vita tranquilla all'interno della mia congregazione religiosa per uscire nelle strade a servire i poveri. Era un ordine. Non era un suggerimento, un invito o una proposta [...]  »

(Cit. in Renzo Allegri, Madre Teresa mi ha detto, Ancora Editrice, Milano, 2010

Certo che, queste Entità quando iniziano, è impossibile fermarle: perseguitate da politica e clero, derise ed ostacolate in tutti i modi e le maniere, assolutamente povere o se non lo sono lo diventano per scelta, non conoscono ostacoli di nessun genere e non si fermano davanti a nulla pur rispettando Leggi e regolamenti. Sanno benissimo cosa fare e cosa vogliono, è una costante.
 Anche quando sembra che siano in estrema difficoltà, con le spalle al muro, come si dice, avviene sempre qualcosa, una coincidenza, un fatto apparentemente casuale  che sblocca il tutto. A leggere le loro biografie, viene spontaneo chiedersi: e quale sarà, adesso, il miracolo risolutore ?
Mi vengono in mente Francesco, Padre Pio, altre laiche (Gandhi, M.L King) o sotto la bandiera di qualche altra religione  e quante delle quali non sapremo mai nulla e che pure, hanno fatto e fanno molto. Sono gli "Uomini nuovi" descritti da Pauwles e Bergier nel loro "Mattino dei Maghi", le avanguardie dell' Umanità così come dovrà essere e che così diventerà, io a questo credo.

Altra costante è che è la gente semplice, quella vera che ne intuisce l'importanza.

A Calcutta, il 5 settembre 1997, una di queste Entità di altissimo rango terminava la Sua missione di educazione all'Evoluzione.

Grazie, Gesù, per avercela mandata, per averci confermato che "noi valiamo", che la tua discesa tra noi  e di queste immense Entità è giustificata. 
Per favore, fà in maniera che noi ne prendiamo atto e che ci si comporti da Uomini, appunto, da paradossi della Natura e non da "gene egoista", fà che abbandoniamo la nostra animalità e libera la Spiritualità che è in noi.
Ti prego, veramente, fà che noi riusciamo a capire tutto questo.
 

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SOCIETA'
4 febbraio 2011
Non Lo abbiamo riconosciuto!!!
"Ecco, io sono con voi tutti i giorni" (Matteo, 28.20)

Chissà quant
e volte è tornato, Gesù!
E' una confortante promessa di questa immensa Entità, nostro fratello maggiore: non ci lascia soli, continua a tornare, ad insegnarci ma i grandi soloni del clero, della filosofia, continuano beatamente a non riconoscerLo mentre, i detrattori credono di aver facili argomenti per confinarLo nella leggenda. Ma Gesù è un mito, sempre vivo, presente, attuale.
Non è, questa mia, una apologia fine a se stessa: mi attengo ai fatti.

La domanda è: ma come crediamo che debba essere Gesù? Dovrebbe forse presentarsi a reti planetarie unificate e dire -Io sono Gesù, finalmente mi mostro a voi affinchè mi crediate e voi dovete ringraziarmi se vi ho aiutato ad evolvere. Mi dovete rispetto ed ammirazione e mi siedo sul trono dei papi perchè mi compete-

Come dovrebbe essere? E come dovrebbe farsi riconoscere?

No, non succederà mai. E' puerile e, sopratutto, non è da Gesù almeno a quanto si legge nei Vangeli per quanto rimaneggiati questi possano essere stati.

Eppure Gesù è con noi tutti i giorni per aiutarci nel nostro lavoro evolutivo.

Certamente, a mio modesto avviso, era in Pakistan, dove è nato nel 1983.
Venduto dalla famiglia come schiavo fu, da fin quattro anni, incatenato ad un telaio assieme ad altri bimbi, per fare tappeti.
Poichè la Sua missione era, con tutta evidenza, sensibilizzare l' Uomo sulla piaga della schiavitù e dei bimbi, sopratutto, si liberò dalle catene e cominciò a "predicare" contro di essa in conferenze internazionali, non nei "templi", riscuotendo ammirazione e seguito.
Naturalmente, nel corso di
questa Sua missione, approfittò, intanto, per far liberare diverse migliaia di bimbi.

Fu ucciso, anche questa volta, nelle festività pasquali, a 13 anni.

Ma noi non lo abbiamo riconosciuto!
Ha promesso che non ci avrebbe mai lasciati: ma noi poi, lo cerchiamo per davvero?

Chissà adesso, in quale parte del pianeta sarà: nelle miniere cinesi? Oppure tra altri bimbi che fanno mattoni, scarpe o contadini. Forse tra quelli che cercano nelle montagne della spazzatura per trovare qualcosa da vendere e sfamarsi? Tra gli indios amazzonici che si vedono radere la loro foresta e quindi, la loro esistenza?
Quali saranno le Sue priorità?
Di certo, non sono le nostre.



Non ci lascerai, vero? Hai promesso!
Il fatto è che abbiamo bisogno di Te!!

(
Iqbal Masih)
 




 




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SOCIETA'
23 dicembre 2010
Qualcosa più grande di noi (Il Re dei Re)

Giorgio de Santillana, storico al M.I.T. ed Hertha von Dechend, etnologa ed insegnante di storia della Scienza in varie università europee e statunitensi, hanno scritto e pubblicato negli USA nel 1969 “Il Mulino di Amleto”. In Italia edito solo nel 1983 da Adelphi.  

In questo trattato, perché tale è (un po’ lunghetto ma interessantissimo), i due emeriti studiosi hanno raccolto i miti e leggende di popolazioni di tutte o quasi, le latitudini. Una caratteristica che hanno riscontrato è quella che parla di disastri planetari ed una seconda è quella che, questi racconti,  hanno la particolarità di presentare numeri che sono comuni a tutte le leggende esaminate.

Jane B. Sellers che si occupa di archeologia all’Istituto Orientale dell’Università di Chicago, leggendo di questi racconti, ha scoperto che questi numeri sono, incredibile a dirsi, numeri riconducibili alla precessione degli equinozi. E questo è un mistero perché non si capisce come, in racconti ancestrali che si perdono nella notte dei tempi, siano presenti tali numeri.

Ciò premesso.

Chissà chi è stato a raccontare, usando metafore, a qualche rappresentante di una Umanità agli inizi del suo cammino evolutivo, il sistema planetario nel quale ci troviamo, l' origine ed il destino futuro dell' Uomo.

Saranno stati i componenti dell' Enneide egizia altrimenti Dei dell'Olimpo mentre si preoccupavano di creare il supporto logistico alla "macchina umana" che sarebbe servita a far conoscere una Realtà diversa ad una Dimensione spirituale che, per sua natura,  non avrebbe mai potuto, altrimenti, conoscere?  Mentre si preoccupavano di assicurargli proteine, carboidrati, sali e vitamine, a conservarli nel tempo al fine che fosse resa possibile la creazione di una collettività, di una società e liberarli dal cannibalismo?

Usarono metafore legate all'astronomia dando indicazioni che, sarebbe venuto il tempo in cui, al verificarsi di determinati, e facili da osservare, fenomeni astronomici, sarebbe venuto il Rivoluzionario che avrebbe dettato le indicazioni della linea evolutiva dell'Uomo facendo morire l'era precedente uccidendo le linee del Toro e dell'Ariete. Sarebbe nato in povertà, una stella avrebbe indicato il luogo di nascita, avrebbe rivelato concetti assolutamente nuovi ed infine sarebbe morto crocifisso. Ma cos'era questa crocifissione se nessuno conosceva ancora questo terribile sistema di uccidere? Se era ancora lungi dal venire il Popolo che ne avrebbe fatto una sua caratteristica?

Come un meme, questa profezia si propagò e sorsero varie leggende che avevano in comune tutti questi indizi e furono fondate religioni e creati dei e profeti che tenevano vive queste misteriose avventure di questo altrettanto misterioso Personaggio seppur con nomi e luoghi di vissuto diversi.

Intanto, gli eventi preparatori cominciavano a fare capolino nella Storia, quella vera.

Akenathon introduceva il concetto del Dio unico

Il misterioso Akenathon introduceva il concetto del Dio unico rappresentato, in Terra, dal Sole.

Qualche secolo dopo, Mosè raccoglieva chi aveva fatto germogliare dentro di sé questo seme e li guidava alla Terra che doveva essere la culla di questo Dio unico. Gravissima incombenza a questa manciata di uomini che doveva combattere contro il resto del mondo per difendere questa idea poi dimostratosi giusta e combattere l'idolatria. Diede loro anche delle Leggi "attualizzate" all'epoca nella quale vivevano e che venivano riprese dalla "dichiarazione d'innocenza" che gli spiriti degli egizi morti professavano in sede di giudizio nell'altra Dimensione. Mosè, del resto, era un grande sacerdote egizio.

Un pò di secoli dopo, un misterioso, mitico capo pastore allattato da una lupa, dovette combattere contro il fratello (ed anche qui, come da profezie e miti precedenti, compare un fratello solo che, in questo caso, vince il "buono") per fondare Roma che avrebbe costituito un impero, e di questo impero, faceva parte anche il popolo custode del Dio unico. L'Impero era strumentale a questo grandioso progetto: le sue indispensabili vie di comunicazioni avrebbero permesso, più tardi, il propagarsi del nuovo concetto di civiltà e questo, in assenza di altre forme di comunicazioni.

E poi nacque LUI ed a trent' anni circa, anno più, anno meno, una poderosa Personalità spirituale, il Verbo, se così lo si vuol chiamare, ne prese "possesso" sulle rive del fiume, nell'acqua: i suoi princìpi, infatti erano destinati agli uomini dell'Acquario. Troppo rivoluzionari per quei tempi. Ed infatti, gli costarono la morte.

Maometto pensò a diffonderli al di fuori dell'Impero romano, verso est.

E' straordinario notare che, di questi Personaggi, non si trova il corpo, sono scomparsi nel nulla o "assunti in cielo".

Poi sappiamo tutti come andò a finire.

E' commovente osservare come, il più grande sacrificio di Gesù il Cristo, non sia stato quello di morire in croce bensì quello di una Entità di rango elevatissimo che scende, senza averne assolutamente bisogno e per Amore, solo per Amore, in una dimensione materiale aggravata da una temporalità animalesca, quasi, che considerava altri esseri umani come oggetti dei quali disporre liberamente.
Scende a ribadire in alcuni casi e ad insegnarci in altri casi, le linee guide della nostra convivenza civile che noi, uomini dell'Acquario riconosciamo, adesso, come uniche valide.
Scende come "Agnello in mezzo ai lupi". Lupi  che ne avrebbero fatto scempio.

Il fatto che una personalità del genere abbia affrontato un così terribile sacrificio, dovrebbe indicarci che la nostra Specie è importantissima e questo, dovrebbe essere motivo di conforto ed incoraggiamento nel proseguire il cammino evolutivo. In sostanza, ci ha nobilitati.

Il vero, grande "miracolo", invece e se così lo si vuole chiamare, consiste nel fatto che benché venduto per una manciata di soldi da un Suo discepolo, rinnegato per viltà e per una notte intera da uno dei suoi più fidati, benché durante il periodo della Sua Missione si sia circondato di un gruppetto di analfabeti popolani atti a risolvere le incombenze più elementari e che nulla di scritto siano stati in grado di produrre e nemmeno ne hanno avvertito la necessità (e questo è abbastanza indicativo della personalità dei suoi discepoli), sebbene condannato a morire come l'ultimo dei delinquenti in compagnia di veri avanzi di galera, il Suo Insegnamento si sia propagato, "come fiamma in un pagliaio" per tutto il mondo e non circoscritto a luoghi ed etnie particolari come nel caso di altri "dei o maestri" che lo precedettero.
Ed è qui, in questo vero miracolo di propagazione del Suo Insegnamento espresso con magistrale perizia e con tecnica comunicativa sopraffina a mezzo di idee semplici che nessuno spazio lasciavano e lasciano, ancora oggi, ad ogni forma di intermediazione religiosa, che si riscontra la grandiosità di questa immensa Entità spirituale. Nulla gli si può confutare e nessuno è in grado di farlo o è stato in grado di farlo (forse, qualcuno, ha creduto di averlo fatto). Mentre è facilissimo confutare ed irridere i dogmi delle religioni, istituzioni umane sorte in Suo nome, in buona o cattiva fede, ma che poco o nulla, nei fatti, hanno a che vedere con il Suo Insegnamento.

Personalmente, a mio modesto parere, è troppo riduttivo lasciare che l'evento del Cristo sia prerogativa delle religioni.
Questo evento è un fatto storico basilare per l'Uomo e gli storici, i filosofi, gli archeologi dovrebbero essere i veri studiosi e cultori di questo Personaggio e della svolta radicale che ha impresso alla nostra Storia.

Allora, a ben vedere, bisogna ammettere che è tutto più grande di noi, che siamo di fronte ad un Progetto straordinario! Un Progetto del quale ci si svela il filo conduttore solo a cose avvenute e nell'arco di millenni: veramente un "pane-Conoscenza" guadagnato con il sudore, giusto la Bibbia.

Vogliamo dare questo significato al Natale? 

(Dedicato ad Alessandro, mio figlio, che vuole capire).



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SOCIETA'
8 aprile 2009
Ricordando Gesù (la Ragione e la Fede)

 “…Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.”


Dicono che i quattro vangeli canonici siano stati rimaneggiati dall’allora nascente Religione Cattolica Romana.

E’ possibile. Non credo però, che come asseriscono alcuni critici, siano stati scritti apposta per la religione detta.

Questo perché dicono tutti e quattro le stesse cose, grosso modo, e questo fa pensare che invece, chi li ha scritti voleva solo fare opera di testimonianza: ecco, c’è stato un Uomo che ha fatto resuscitare Lazzaro, ha guarito i nati ciechi, ha cambiato acqua in vino ecc. Una semplice testimonianza dei fatti più eclatanti, insomma, che hanno stupito chi li ha scritti. Se fossero stati scritti sotto dettatura di comodo, sarebbe logico ritenere che, ogni Vangelo trattasse di un aspetto diverso. Ad es.: uno politico, uno religioso e quant’altro. Li avrebbero scritti per creare una dottrina anziché “adattarli” ad una dottrina.

Confortato da questa  considerazione, ho cercato nel corso degli anni, e spinto da necessità spirituali dovute ad un drastico ed improvviso cambiamento del mio punto di vista di considerare la Vita, di vedere se, nel corso dei secoli, le parole di Gesù hanno trovato riscontro alla luce dei progressi scientifici e morali nel frattempo avvenuti nella società umana.

Dopotutto, mi dicevo, Lui stesso ha detto “Il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno”.


Qui, la Religione e la Fede non hanno niente a che vedere. Sono constatazioni basate sulla realtà dei fatti, e dunque:


Il fatto del pane e del vino:

Gesù sapeva perfettamente che provengono da prodotti che hanno il più alto coefficiente di trasformazione dell’energia solare in energia chimica assimilabile dall’uomo. La metaforra della "carne e del sangue" è validissima: alla stregua del pane e del vino che sono alimenti essenziali per la vita biologica, ci dice che Lui lo è per la vita spirituale. Considerato la conoscenza dei tempi e l'istruzione dei suoi interlocutori, come altro avrebbe potuto esprimere il concetto?

Del resto già il grano è, di per sé, un mistero: chissà chi ha trasformato il frumento portando i sette cromosomi originari del suo selvatico progenitore a ben quarantadue permettendo così, la conservazione degli alimenti e quindi, creando le basi della società umana: Cerere chi era?

Per non parlare della fermentazione alcolica della spremuta di uva che la trasforma in vino, moderatamente alcolico ma pura energia, prontamente disponibile, che permette di affrontare dure fatiche fisiche. Sarebbe interessante sapere come l’Uomo c’è arrivato e chiedersi anche questa volta  chi era Bacco.

Per non parlare d’altro.


Si si, d’accordo: i primitivi pelosi hanno raccolto le spighe più alte, più grosse, più belle e le hanno riseminate, hanno risolto, da veri geni, il problema delle rachidi e delle glume ecc. ecc. I genetisti di oggi sono dei dilettanti a confronto!! La Monsanto avrebbe fatto carte false per avere come ricercatore qualcuno di questi nostri selvatici progenitori.


Meglio stendere un velo pietoso e considerare, piuttosto, che ristretti circoli di veri scienziati, di quelli, cioè, che non amano molto le "luci della ribalta", hanno mandato la sonda Keplero per avere una conferma attendibile di “prove esterne” alle nostre vicissitudini evolutive così come ipotizzato in "2001 Odissea nello Spazio" dove, ogni volta che compariva il misterioso "Monolito" l'Uomo compiva un salto evolutivo e salto non necessariamente di carattere materiale.


C’è poi la storia di Maria Maddalena che, mentre gli profumava i piedi con pregiato unguento, è stata oggetto di critiche dai presenti.


Gesù disse a questi che, mentre di loro non sarebbe rimasta traccia, della Donna in questione si sarebbe continuato sempre a parlare nel corso dei tempi.

E, non si può dire che non sia vero! E’ molto fitto il mistero attorno a questa Donna. Chiunque si prefigge di calunniare Gesù è costretto a parlarne e quindi, ad avvallarne la profezia.

Quindi sapeva benissimo anche di che tipo di calunnie sarebbe stato oggetto nel corso dei secoli a venire. E questo non è affatto trascurabile.


Ed ancora. E’ validissima, se non futuribile ancora per noi, purtroppo, la lezione stupenda di non violenza. Sulla Ragione e sulla violenza:

Al servo “zelante” di Caifa che lo colpisce duramente al volto durante l’interrogatorio da parte del clero, Gesù ribatte: “Se ho sbagliato dimmi dove altrimenti, perché mi percuoti?”


Oggi:

Chi sia Konrad Lorenz  lo sanno tutti. Orbene, nel suo bellissimo “L’Anello di Re Salomone” descrive una sua scoperta circa le leggi che regolano la sopravvivenza e la convivenza tra animali.

Il discorso sarebbe lungo, ma è opportuno sintetizzarlo anche perché è molto famoso.

Cita molti esempi ma quello del lupo o del cane è il più semplice.

In caso di lotta tra due contendenti, quando uno soccombe offre istintivamente al vincitore il punto più vulnerabile, nell’esempio in corso, la gola. Il vincitore vorrebbe finirlo, schiuma, ma di fronte a questo gesto, è costretto a fermarsi, è inibito, è più forte di lui, deve per forza smetterla.

Conclude il Lorenz che, sebbene non si conosca il come ci sia questa inibizione (che poi ed in ultima analisi, è questo il fulcro dell’eterna discussione tra creazionisti ed evoluzionisti) se ne conosce il motivo: se non scattasse questa inibizione, in breve tempo, la razza sarebbe estinta.

Ecco, non ricorda il famoso, discusso, frainteso “porgi l’altra guancia”?

Si badi bene che il riferimento a Gesù lo fa lo stesso Nobel nel libro, il quale conferma, involontariamente, l’Insegnamento dopo 2000 anni.


Sulla base di queste considerazioni, necessariamente brevi ma che chiunque può approfondire ammesso che il discorso interessi, ci penserei un momentino nello spacciare per “leggenda” la figura di Gesù, come fanno alcuni.


Qui non è questione di credere o meno.

Qui si tratta di constatare una realtà. La differenza, a quanto pare, è sostanziale.

 


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SOCIETA'
16 novembre 2008
Un grosso equivoco. (l'Isola che non c'è)
Parlando del credere e delle religioni che si affannano a cercare seguaci, si avverte spesso e volentieri, un comportamento come di buonismo, di accondiscendenza, di sufficienza come se si volesse dire insomma, che osservando gli Insegnamenti evangelici, si faccia un favore a qualcuno.

Orbene, tralasciando tutte le annose polemiche, di ogni genere, relative a questi Insegnamenti, polemiche che, come tali, non portano da nessuna parte e fatte per confondere artatamente le idee, affidiamoci un attimo solo al nostro buon senso e proviamo a considerare il seguente punto di vista:

A prescindere, polemiche a parte quindi, da Chi li abbia diffusi per primo, se Ermete, Akhenaton, Mosè, Mitra, Gesù, Krishna, Budda, Francesco d'Assisi, a prescindere quindi, resta l'indubitabile fatto che sono insegnamenti basilari, indispensabili per una convivenza civile.

Se solo solo ci fermassimo a considerarne qualcuno, ci renderemmo conto che, osservandolo, trasformeremmo questa "valle di lacrime" nella quale stiamo attualmente compiendo un piccolissimo tratto del nostro infinito cammino evolutivo, in una "valle dell'Eden ", nell' "isola che non c'è" immaginata da Bennato.
Che dire, infatti e, ad esempio, della favolosa idea semplice: "non fare agli altri quello che non vorresti facessero a te."?
Oppure "chi è senza peccato..." ed ancora "non guardare la pagliuzza nell'occhio del vicino bensì la trave nel tuo occhio"?

Si constata subito che se noi tutti osservassimo anche uno solo di questi insegnamenti, avremmo risolto almeno quasi tutti i nostri problemi di convivenza.

Bisogna ammettere che, chiunque abbia diffuso queste idee semplici, era un grandioso esperto di memetica mentre noi stiamo solo compiendo i primi passi in questa materia.

E dov'è l'equivoco?

Bene, l' equivoco consiste nel fatto che noi, osservando di questi insegnamenti crediamo di fare un favore a Qualcuno o a qualche religione. Come lo facessimo con sufficienza.
In realtà noi non facciamo un favore a nessuno che, questi grandi Maestri non credo abbiano bisogno dei nostri favori, semmai è il contrario: siamo noi che abbiamo bisogno dei Loro.

Osservando di questi Insegnamenti noi dobbiamo prendere atto che facciamo un favore solo a noi stessi intesi come Società: Conviene a noi osservarli.

Ed a prescindere da quel che dicono le religioni o altre umane istituzioni.

Ora, preso atto di questo e considerato il nostro attuale comportamento collettivo: dare addosso a chi è in difficoltà piuttosto che aiutarlo, ad esempio, oppure la nostra pretesa ad avere il frigorifero pieno a spese di altri, oppure il morte tua vita mia e solo per citarne qualcuna di queste nostre usanze, personalmente credo che fra un paio di millenni ancora forse, chissà se.....

Anzi, non scoraggiamoci, un paio di millenni sono troppi, facciamo alla fine dell' Età dell' Acquario appena cominciata.
Un pò come Don Circostanza di Fontamara: venti anni sembrano troppi, facciamo quattro lustri. Ecco, quattro è meno di venti.

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SOCIETA'
1 luglio 2008
Tema

Allora? Non è mica la prima volta e, non sarà neanche l'ultima.
Però è stata, ed è una esperienza molto pesante.

Poichè la vita continua, cercando di non metterla giù dura prova un pò a vedere cosa porti a casa, piuttosto. Cosa ci ricavi, cosa ti ha insegnato: non penserei mica di averla fatta per niente? Sarebbe il colmo, aver affrontato una avventura senza avere nulla in contropartita!! Su fai il tuo bel temino, tira le conclusioni.(Oppure la metti giù come forma di relazione? No, meglio il temino: fa bene, ogni tanto, tornare a scuola).

Tema: cosa ti ha insegnato l'esperienza appena vissuta?
Svolgimento:
La conclusione che ho ricavato riguarda la propria libertà morale individuale (che la libertà materiale non può esistere). Orbene, sono arrivato a concludere, in maniera paradossale che, la strada per raggiungere detta libertà, che poi è quella che conta realmente, è quella che ribalta completamente il problema.
Tutti pensano alla propria libertà e spesso c'è un bel pò di confusione a riguardo. Sono del parere, invece che, per essere liberi veramente, ognuno non deve cercare la propria, di libertà bensì quella degli altri: bisogna pensare alla libertà degli altri.

Questa è una mia prima conclusione ma, proseguo con il tema elencando una constatazione.

Da questa esperienza constato che Krishna aveva perfettamente ragione quando diceva che "nè per i vivi, nè per i morti, il saggio mena cordoglio" perchè ho constatato l'estrema labilità del materiale, del quotidiano. Naturalmente ha ragione anche quel grandissimo Maestro di Gesù, a questo proposito e poi, più vicino a noi, a dimostrazione che il concetto è senza tempo, Padre David Maria Turoldo quando disse:" Essere sulla Terra senza essere della Terra".

Questa è la constatazione scaturita da questa ultima "botta di vita".
Vivere la Vita ma, con un certo distacco, non lasciarsi prendere.
Veramente lo sapevo già: è una ulteriore conferma, ecco.
E questo è quanto. Fine del tema. Punto.

Tornando a noi, tu hai già provato a seguire il Krishna, a non avere "cordoglio" per nessuno e ti hanno detto che sei cinico.
Ed allora? Quanto mai ti sono interessati i giudizi della gente? Quanto mai ti sei preoccupato di cosa pensano di te? Ma non farmi ridere!! E' come quando ridevi da ragazzo quando, dopo aver fatto l'amore, ti chiedevano "ed adesso cosa penserai di me?".
Ma dai!!

Ed allora bisogna fissare ben bene questa conclusione e questa constatazione nel più profondo, ed andare avanti perché il mondo continua a girare ed il tempo corre, fin troppo velocemente.
Quindi debbo pensare ad accumulare il più possibile, debbo diventare ricco, ricchissimo: a metà luglio darò un altro bel colpo a quanto ho già accumulato. Non potrò certo dire che sono un morto di fame.
A metà del mese, infatti, mi aspetta l'AVIS. E' la mia donazione trimestrale ed io (anche se lo invidio un pò per via di tutte le donne che ha avuto) sono d'accordo con il D'Annunzio: "IO POSSEGGO SOLO QUEL CHE HO DONATO"  Straordinaria intuizione della Quarta Via che lo rende un grande.
Non ho ancora deciso, però, a chi dedicarla, ma sarebbe ora che lo facessi, mancano solo due settimane.

SOCIETA'
21 marzo 2008
Per Amore, solo per Amore.
Proviamo ad esaminare i seguenti Dettati:

Porgi l’altra guancia. Ama gli altri come te stesso. A chi ti deruba della tunica offri anche il mantello. Non fare agli altri quello che non vorresti che facessero a te.

Risulta del tutto evidente che non sono stati detti per gli uomini che Lo ascoltavano 2.000 e passa anni fa.

Rappresentavano concetti troppo evoluti per quei tempi.

E, forse, anche per gli attuali: ed allora, Gesù perché elargiva di questi Insegnamenti rivoluzionari, e del resto unici, che permettono una serena e civile convivenza sociale e sono atti a differenziare la Materia bruta da quella che è, invece, guidata dallo Spirito?

Era forse un visionario? E, se anche lo fosse stato, dobbiamo ragionevolmente ammettere che era un visionario in positivo constatata la bontà degli Insegnamenti: ad avercene di questi "visionari"

Dovremmo renderci finalmente conto, invece , e sempre ragionevolmente, che Gesù parlava per gli Uomini del futuro. Fissava l’obiettivo del nostro cammino evolutivo nella sfera terrestre.Se ci si riflette su, si riscontra che i Suoi insegnamenti portano ad un mondo perfetto.

Basta provare ad immaginare, infatti, un mondo dove si ama il prossimo come se stessi, ad esempio e basta solo fermarsi a questo Insegnamento. La vita terrestre sarebbe un paradiso e solo dei Superuomini potrebbero arrivarci.

Ecco l’obiettivo al quale ci guida Gesù: la costruzione di una società basata su questo tipo di Insegnamenti.

Purtroppo dobbiamo anche constatare che, se mentre dal punto di vista materiale, stiamo cominciando a mettere in discussione la società basata sul consumo sfrenato e non dettato da bisogni reali, dal punto di vista spirituale continuiamo in tutta tranquillità ad osservare l’animalesco “morte tua vita mia”.

Tranquillamente ci avvantaggiamo delle disavventure e dei dolori altrui.

Ci aiuta: ogni tanto ci manda un Francesco d’Assisi, un Padre Pio, una Madre Teresa, un Gandhi, un artista che poi, immancabilmente finiremo per trattarlo come un folle perché, appunto, troppo avanti rispetto alla nostra mediocrità.

Chissà se, tra qualche paio di millenni, lo raggiungeremo questo obiettivo, chissà se diventeremo dei superuomini che avranno ben capito la necessità di mettere in pratica questi Insegnamenti!

Tutta la mia eterna gratitudine ed amore a questa straordinaria Entità, questo nostro "Fratello Maggiore" che ha accettato il grandissimo sacrificio di scendere nella dimensione materiale per insegnarci la Via.

Perché è stato questo il vero, grande Sacrificio: una Entità Spirituale di rango elevatissimo, impensabile per noi, si è costretta nella Materia, è scesa tra noi come “agnello in mezzo ai lupi” benché non ne avesse affatto bisogno.Vero, autentico calice amaro, questo.

Lupi che, naturalmente e Lui lo sapeva benissimo, gli hanno fatto fare la fine che sappiamo, ne hanno fatto scempio.

Se non è Amore questo…..


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permalink | inviato da Fort il 21/3/2008 alle 22:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
29 maggio 2006
Si (s)parla della Maddalena?
...Noi siamo, infatti, oggi, molto ma molto lontani da quella concezione che vorrebbe identificare il reale con il concreto.... (Sir Arthur S. Eddington).
Naturalmente qui non si parla del fenomeno letterario, o presunto tale.Sul libro si è già scritto tanto, a proposito ed a sproposito ed espresse infinità d’opinioni più o meno richieste che, scriverne ancora e da persona non qualificata come chi scrive, sarebbe veramente fare un torto a chi legge nonché metterne a dura prova la pazienza.Qui si vuole, invece, mettere in evidenza il fatto che, tutta questa attenzione sul personaggio in questione era già stata stabilita e predetta 2000 anni fa dal Cristo e, stando alle Sue parole, se ne parlerà sempre.Infatti:
“A Betania, in casa di Simone il lebbroso, si avvicinò a Gesù una donna con un vaso di alabastro pieno d’unguento profumato e prezioso e glielo sparse sul capo mentre era a mensa. I discepoli, indignati, dicevano:- a che pro tutto questo sciupio? L’unguento poteva vendersi caro a pro dei poveri.- Ma Gesù disse loro –Perché mortificate questa donna? Una buon’azione ha compiuto verso di me. Avrete sempre i poveri con voi ma sempre non avrete me. Spargendo unguento sul mio corpo, ella lo ha fatto come per seppellirmi. In verità vi dico che, per tutto il mondo, dovunque sarà annunziato questo Vangelo, quel che ella ha fatto sarà ripetuto in sua ricordanza-“  (Matteo XXVI –1/13).

 Marco in XIV – 6/9:
“..Lasciate stare, perché la infastidite? Ha compiuto per me un’opera buona. Perchè i poveri li avrete sempre con voi e, quanto vorrete, potrete sempre beneficarli, me invece, non mi avrete sempre. Ella ha fatto quanto poteva; ha anticipato ad ungere il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque sarà predicata questa buona novella in tutto il mondo, si racconterà pure a ricordo di lei ciò che ella fece”.
Appare evidente la profezia.
Ciò premesso, si può mettere tutto in discussione. Come si dice, ognuno è libero di esprimersi e di credere in quello che vuole: nel Cristo e nella Sua realtà storica, nell’autenticità o meno dei vangeli, nel fatto che gli insegnamenti di Gesù siano o meno originali ma, come si poteva immaginare che della Maddalena si continuasse a parlare come una figura di primo piano nella missione terrestre di Gesù? E dopo così tanto tempo?
Alcuni studiosi mettono in discussione quali, dei detti del Gesù descritti nei vangeli, siano stati effettivamente pronunciati dal Maestro. Bene, questo in questione, deve essere originale: chi era in grado di prevedere infatti che, della Maddalena, si parlasse con tanta evidenza ed a distanza di due millenni? Si parla meno di Pietro, di Maria sua madre che della Maddalena. Gesù, solo Lui era in grado, naturalmente, di farlo.
Sono piccoli segni, questi, abbastanza indicativi che, avere fede nel Cristo è una fede ben riposta.
Piccoli segni per alcuni, grandi per altri. Fede ragionata e non fede fideistica, cieca.
Poi, si sa o si dovrebbe sapere che di sicuro, a questo mondo, non c’è un bel niente.
Anzi, se la profezia sulla fama della Maddalena è esatta, come in effetti lo è, lascia perplessi quel “..i poveri li avrete sempre con voi...” .
E questo ci dice che il mondo nel quale viviamo attualmente la nostra esperienza nella materia è ben lungi da essere un mondo perfetto. In linea teorica, non lo dovrebbe diventare mai.



Del resto non si dice forse, ed abbastanza saggiamente a mio parere, che la perfezione non è di questo mondo?


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permalink | inviato da il 29/5/2006 alle 16:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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