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Né per i vivi né per i morti il saggio mena cordoglio (Krisna)
SOCIETA'
1 aprile 2017
Pasqua: ricordando Gesù. (Per Amore, solo per Amore)

…Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.”

Dicono che i quattro vangeli canonici siano stati rimaneggiati dalla nascente Religione Cattolica Romana.

E’ possibile. Non credo però, che come asseriscono alcuni critici, siano stati scritti apposta per la religione detta. Questo perché dicono tutti e quattro le stesse cose, grosso modo, e questo fa pensare che chi li ha scritti voleva solo fare opera di testimonianza: ecco, c’è stato un Uomo che ha fatto resuscitare Lazzaro, ha guarito i nati ciechi, ha cambiato acqua in vino ecc. Una semplice testimonianza dei fatti più eclatanti, insomma, che hanno stupito chi li ha scritti. Se fossero stati scritti sotto dettatura di comodo, sarebbe logico ritenere che, ogni Vangelo trattasse di un aspetto diverso: politico, religioso ecc. Li avrebbero scritti per creare una dottrina anziché “adattarli” ad una dottrina.

Confortato da questa considerazione, ho cercato nel corso degli anni e spinto da necessità spirituali dovute ad un drastico ed improvviso cambiamento del mio punto di vista di considerare la Vita, di vedere se, nel corso dei secoli, le parole di Gesù hanno trovato riscontro alla luce dei progressi scientifici e morali nel frattempo avvenuti nella società umana. Dopotutto, mi dicevo, Lui stesso ha detto “Il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno”. Vediamo se è vero.

Qui, la Religione e la Fede non hanno niente a che vedere. Sono constatazioni basate sulla realtà dei fatti, e dunque:

Del pane e del vino:

Gesù sapeva perfettamente che provengono da prodotti che hanno il più alto coefficiente di trasformazione dell’energia solare in energia chimica assimilabile dall’uomo. Del resto, già il grano è, di per sé, un mistero “il misterioso grano che l’uman essere miete” oppure Darwin: “l’abominevole mistero delle piante da fiore”. Per non parlare della fermentazione alcolica della spremuta di uva che viene trasformata in vino, moderatamente alcolico ma pura energia, che permette di affrontare dure fatiche fisiche. A ben pensarci, la metafora della carne e del sangue è di una finezza estrema considerando che agli apostoli non poteva certo parlare di biochimica ma che solo in futuro lo avremmo scoperto questo chimismo. Ci dice che Lui è il Sole spirituale. Poi c'è il Sole della carne. Chi legge, considerato il contesto, come avrebbe spiegato il concetto?

C’è la storia di Maria Maddalena che, mentre gli profumava i piedi con pregiato unguento, è stata oggetto di critiche dai presenti. Gesù disse a questi che, mentre di loro non sarebbe rimasta traccia, della Donna in questione si sarebbe continuato sempre a parlare nel corso dei tempi. Non si può dire che non sia vero! E’ molto fitto il mistero attorno a questa Donna: moglie, amante ecc. ecc. Chiunque si prefigge di calunniare Gesù è costretto a parlarne e quindi, ad avvallarne la profezia. Sapeva benissimo anche di che tipo di calunnie sarebbe stato oggetto nel corso dei secoli a venire. E questo non è affatto trascurabile.

Seguitando:

Sulla Ragione e sulla violenza:

Al servo “zelante” di Caifa che lo colpisce duramente al volto durante l’interrogatorio da parte del clero, Gesù ribatte: “Se ho sbagliato dimmi dove altrimenti, perché mi percuoti?”

E poi:

Chi sia Konrad Lorenz lo sanno tutti. Orbene, nel suo bellissimo “L’Anello di Re Salomone” l'etologo descrive una sua scoperta circa le leggi che regolano la sopravvivenza e la convivenza tra animali.

Il discorso sarebbe lungo ma è opportuno sintetizzarlo. Cita molti esempi ma quello dei lupi e dei cani è il più semplice.

In caso di lotta tra due contendenti, quando uno dei due soccombe offre, istintivamente, al vincitore il punto più vulnerabile, nella fattispecie, la gola. Il vincitore vorrebbe finirlo, schiuma ma, di fronte a questo gesto, è costretto a fermarsi, è inibito, è più forte di lui, deve per forza smetterla. Conclude il Lorenz che, sebbene non si conosca il come ci sia questa inibizione (che poi ed in ultima analisi, è questo il fulcro dell’eterna discussione tra creazionisti ed evoluzionisti) se ne conosce il motivo: se non scattasse questo freno, in breve tempo, la razza sarebbe estinta.

Ecco, non ricorda il famoso, discusso, frainteso, ancora impensabile per noi, purtroppo “porgi l’altra guancia”? Non è, come potrebbe apparire, un insegnamento buonista e demagogo: è proprio un insegnamento pratico e di buon senso. Si badi bene che il riferimento a Gesù lo fa lo stesso Nobel nel libro, il quale conferma, involontariamente, l’Insegnamento dopo 1900 anni.

Dice anche chiaramente che il PADRE ha molte altre dimore. Ebbene, pare sia così.


Sulla base di queste considerazioni ci penserei un momentino nello spacciare per “leggenda” la figura di Gesù, come fanno alcuni. Qui non è questione di credere o meno. Qui si tratta di constatare una realtà. La differenza, a quanto pare, è sostanziale.

Una mia considerazione:

Credo che il Suo più grande sacrificio non sia stato quello di morire in croce dopo enormi torture. Credo che il Suo grande sacrificio sia stato quello di scendere nella nostra Dimensione ed in un periodo evolutivo tutto sommato barbarico che considerava la vita umana alla stregua di oggetto. Lui, Entità di altissimo rango che scende nella ganga della materia senza averne assolutamente bisogno e questo deve essere stato per Lui un sacrificio indescrivibile: Lo ha fatto per darci alcuni semplici insegnamenti che rendono possibile una convivenza civile. Lo ha fatto per Amore, solo per Amore rendendo, quindi, l'Umanità tutta un paradosso biologico. 

E già questo è inaudito!



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permalink | inviato da Fort il 1/4/2017 alle 20:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
31 marzo 2010
La Resurrezione nella carne?

"Noi ci volgiam coi principi celesti d'un giro e d'un girare e d'una sete, ai quali tu del mondo già dicesti: <Voi che 'ntendendo il terzo Ciel movete> (Paradiso, VIII, 34-37)  

La resurrezione "nella carne" è la risposta religiosa, il conforto che la Religione offre a chi è venuta a mancare una persona cara.
Questa resurrezione è anche una professione di Fede inserita nel Credo, "credo nella resurrezione della carne".
Ma è veramente un conforto? Siamo sicuri di volerla veramente? Di doverla desiderare? Proviamo a fare qualche piccola considerazione.
Le parole nascondono le idee.
Succede che, mentre queste ultime sono chiare, quando si va a tradurle sul piano materiale, tramite scritto oppure verbalmente, in maniera di renderle accessibili a tutti, ci si accorge che non sempre si riesce ad esprimerle bene.
Un buon oratore oppure scrittore si distingue proprio per questo: esprime bene il concetto che ha in mente, supera il "collo di bottiglia", la strettoia che inevitabilmente si presenta quando si passa dal campo delle idee, immateriali ma ben presenti, al campo fisico tramite scritto o parole. Ne derivano revisioni, rifacimenti, riletture ecc.
Succede anche, allo studioso, al poeta, ad un artista che, quando ha ancora voglia di continuare a lavorare, a creare, deve cedere alla stanchezza del corpo che lo chiama fortemente al riposo facendolo crollare per il sonno, magari con la penna in mano.
La mente non ha di questi problemi ma, dovendosi servire del "soma"per poter esprimersi, deve sottostare, assoggettarsi ai suoi limiti.
Ora, alla cosiddetta morte, la mente si separa dalla materia e, libera da ogni vincolo, può finalmente ritornare ad esprimersi nel pieno delle sue facoltà.
D'accordo, è una ipotesi.
In questo campo, purtroppo, possiamo solo ipotizzare ma diamola per vero, solo per un momento: ci permetterà di andare avanti nel discorso.
 
Per quanto riguarda la forma poi, c'è da dire che noi dobbiamo per forza antropomorfizzare, dobbiamo dare una forma ed oltre la forma, anche un nome, un tempo ed uno spazio.
 
Ma se non fosse più vincolata alla materia con tutte le sue limitazioni non sarebbe meglio per la nostra parte sottile? Potrebbe essere un lampo di luce nel buio, superare barriere temporali, esprimersi a velocità del pensiero senza parlare o scrivere. Potrebbe avere una visione ben più ampia di una immensità che forse, qui, non riusciamo neanche ad immaginare. Gli artisti, i poeti, gli scrittori, sono delle finestre in queste dimensioni. Non potrebbe darsi che l'ermetico e geniale "Mi illumino di Immenso" sia riferito a questo? Una visione, una ispirazione del Poeta. Rende in maniera eccellente il concetto di come potrebbe essere una mente libera dalla materia. Non sarebbe più ermetico, sotto questo punto di vista almeno, bensì molto chiaro ed illuminante.
 
Ma e sempre a proposito di resurrezione della carne, e tralasciando altre considerazioni, che aspetto dovremmo avere: quello del massimo splendore? E questo, riferito a chi?
Immaginiamo una donna: i suoi genitori la vorrebbero ancora una giovane liceale, prima che vada via di casa.
Per il marito, questo la vorrebbe risorta nell'aspetto che aveva quando si sono innamorati, come un fiore appena sbocciato a primavera che si copre di colori e profumi per attirare gli insetti impollinatori.
Per i figli, questi la vorrebbero come una mamma, come quando, da bambini, li invitava nel lettone perché, magari c’era un temporale. Quale aspetto dovrebbe avere, dunque ?
Sappiamo anche che da quando si è scoperta la legge del "nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma" siamo stati messi di fronte ad una dura realtà: siamo, dal punto di vista materiale, in un sistema chiuso.
Il concetto lo esprime bene Amleto "A quali vili usi noi possiamo tornare, Orazio! Perchè non potrebbe l'immaginazione seguire la nobile polvere di Alessandro, fino a trovarla a turare il buco di una botte?".
La nostra materia organica, ripulita tramite la decomposizione e ritrasformata in inorganica, elementare, viene ad essere riciclata, in un perfetto meccanismo, ed utilizzata da altri esseri: è sempre la stessa che viene utilizzata; in questo sistema planetario, la materia è quella che è e basta. Qualche meteorite potrebbe apportarne di nuova, una piccola quantità, forse.
Tutta la materia creata non si distrugge mai bensì è in continua trasformazione. In altri piani di esistenza ed in assenza di materia, anziché trasformazione, bisognerebbe, forse, parlare di evoluzione.
Ecco, io voglio solo dire che forse la “resurrezione nella carne” non è proprio il massimo. Vorrei (e spero) di rinascere nello Spirito, invece, come diceva Gesù a Nicodemo.
La "carne" serve tantissimo per fare esperienze, il più possibile e di tutti i tipi purché si rispetti la persona e la volontà altrui ma, una volta terminato quello per cui sono nato,  vorrei, spero e credo di lasciarla per rinascere in Spirito.
Fortemente lavorando, fortemente sperando di diventare un giorno, chissà quando, chissà dove, uno di quei Voi che "intendendo il terzo Ciel movete".
 
Comunque la si pensi, Auguri di Buona Pasqua.
 
Molte sono le dimore del Padre….”

 


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permalink | inviato da Fort il 31/3/2010 alle 21:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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