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Né per i vivi né per i morti il saggio mena cordoglio (Krisna)
SOCIETA'
31 ottobre 2017
AMARCORD. Come potrei scordarlo, del resto? Il sistema ALFA LAVAL per la spremitura orizzontale delle olive.
Ieri eravamo nel Grossetano a trovare amici che erano intenti a raccogliere olive, ed i ricordi, quelli veramente importanti affiorano......
Sistema ALFA LAVAL per la spremitura orizzontale industriale delle olive.
Fiera di Milano, 18 aprile 1973.

Chissà chi saprà mai perché cinque bersaglieri in organico all'8° RGT Bersaglieri di Pordenone, il 18 di aprile del '73 vennero comandati di trasferirsi per 5gg. alla caserma Suzzani di Milano presso il 3°RGT Bersaglieri con la "missione" di "gironzolare" per la Fiera di Milano per tutto l'orario di apertura e per tutta la durata della stessa, senz'altro fare.

Uno di quei cinque ero io.

Non avendo, appunto, nient'altro da fare, il secondo giorno decisi di visitare il padiglione dell'agricoltura che indubbiamente mi avrebbe interessato per via del mio fresco diploma di perito agrario.

Ecco che ad un certo punto vedo quel che, almeno a mio parere, rappresentava la meraviglia delle meraviglie. L'avevo vista solo in foto, nel libro di testo aggiornatissimo di industrie agrarie alimentari ed era stata il mio cavallo di battaglia agli esami di Stato, la macchina che avrebbe fatto fare un balzo in avanti alla ns. industria olearia:il sistema ALFA LAVAL per la spremitura orizzontale delle olive ad altissima resa.

Mentre ero in devotissima contemplazione di quel prodigio della tecnica, mi accorsi, prodigio nel prodigio, di una ragazza, mica male, in minigonna, ma veramente mini che, con i libri sottobraccio, osservava tutta interessata la meraviglia tecnologica: la guardava da tutte le angolazioni possibili e, certe volte, si abbassava in maniera tale che la minigonna che già a stento cercava di coprire l'impossibile, doveva necessariamente arrendersi. La ragazza era incurante degli sguardi di tutti, o almeno così mi sembrava, tutta assorta dalla macchina.

Quella ha bigiato a scuola ma perché cavolo una tipa così si interessa al sistema ALFA ecc. ecc. per la spremitura delle olive? Pensai tra di me. La cosa più semplice era di chiederglielo, naturalmente, ma una così non mi degnerà di una risposta, pensavo. 

Per la prima volta da quando facevo la naja, mi vergognai di non avere neppure un piccolo grado  da caporale da esibire, niente di niente: ero un miserabile bersagliere semplice, semplicissimo anzi.

Dopo una ventina buona di minuti di piegamenti da parte sua e di congetture da parte mia, decisi di prendere "il coraggio a due mani" come si dice e mi avvicinai. 

Ero sul punto di proferire un banalissimo -scusi, signorina...- quando, ancora non avevo aperto bocca che un bellissimo sorriso a 32 denti mi accolse. A dire il vero, mi sembrò di leggere nella sua mente:"era ora che ti decidessi, ero quasi stufa..!!!" ma non feci caso a questa impressione che mi sembrava stupida in quel momento.

Ciao, da dove vieni, come mai da queste parti, io ho bigiato a scuola ecc ecc. fu il suo esordio . 

"Vengo da Pordenone" biascicai esterrefatto da tale accoglienza. Non mi sembrava vero e mi sentii gratificato dalle mie capacità di seduttore.

Così mi propose di lasciare la Fiera e di fare un giro in piazza Duomo: Milano è bellissima mica lo dico perché è la mia città, ma è proprio bella e ti faccio da guida, vieni che prendiamo la metro. 

Naturalmente accettai subito l'invito. 

Per un attimo pensai alla mia missione di bersagliere:-dopo tutto gironzolare per la fiera o per Milano è lo stesso- pensai e conclusi tra di me che, data la situazione, non mi sembrava il caso di dare ascolto a simili sottigliezze.

In piazza Duomo, in effetti bellissima, si mise a braccetto e parlammo girando per un'oretta buona. Poi mi ricordai di due compagni di naja di Milano che mi avevano detto che loro portavano le ragazze, quando bigiavano, al parco dietro il castello sforzesco.

Allora le chiesi: - è vicino il castello? Disse di si. Dopo cinque minuti le chiesi -andiamo al parco?. 

"Sei scemo?" fu la risposta. 

Continuammo a camminare per la Galleria e dopo un pò lei disse "però, possiamo anche andarci al parco".

Siamo stati insieme fino alle due di pomeriggio poi lei doveva prendere il tram per tornare a casa.

Io arrivai in caserma verso le tre: avevo saltato il pasto e mi accorsi che avevo una fame feroce, ma ero tutto frastornato per quanto mi era successo. Poiché la mensa era chiusa non c'era alcuna speranza, anche perché non avevo il becco di un quattrino per andare allo spaccio. Dovevo aspettare per forza la cena.

Mi misi in branda e mi addormentai. 

Sognai che pioveva, non un temporale, solo una pioggerellina di mezza stagione ed io, senza ombrello, scendevo da un cavalcavia e lei mi veniva incontro con uno aperto.

Poi ho rivisto quel luogo del sogno nella realtà: era il cavalcavia della stazione Garibaldi e la via da dove mi veniva incontro era via Carlo Farini, dove faceva capolinea il tram che la portava a casa.

Sembrerà incredibile ma, a distanza di quasi 45 anni, non ho avuto mai la soddisfazione di spiegarle il sistema ALFA LAVAL per la spremitura orizzontale industriale  delle olive: non gliene importa un tubo e quando, con amici tento di riprendere il discorso mi interrompe: "ancora con questa storia? Prima non interessa a nessuno e poi adesso si và verso il biologico...."


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permalink | inviato da Fort il 31/10/2017 alle 18:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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