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Fort
Né per i vivi né per i morti il saggio mena cordoglio (Krisna)
SOCIETA'
30 settembre 2017
La mia vita con i gatti. Le piante, sì le piante! (Il Dolore).

Avevo ragione: mi aspettano. Gli alberini da frutta mi aspettano la mattina quando arrivo in campagna e sono tristi quando vado via la sera.

Sono quaranta alberini da frutta perché ne ho piantati uno per ogni anno di lavoro.

Poi ci sono le piante ornamentali e da siepe: ci vogliamo bene e questo è appagante.

Avevo ragione perché il Prof. Stefano Mancuso dell’Università di Firenze ne ha provato e constatato l’intelligenza (http://www.lifegate.it/persone/news/stefano-mancuso-intelligenza-piante).

Hanno sentimenti? Si, li hanno (http://www.vocidipiante.it/).

Siamo qui, io e mia moglie, in campagna: partiamo da Milano i primi di marzo e ritorniamo l’ultima domenica di ottobre dopo che abbiamo raccolto gli ultimi frutti di stagione: melograni, le pere e mele cotogne da trasformare in marmellata e caki.

No, mio figlio non mi chiama per essere aiutato in ditta: non ha bisogno di me anzi, fa meglio di me e si ingrandisce sempre di più.

Ed io ho gli alberini da frutta da curare.

Gli alberini non si muovono, aspettano, e sono indifesi: sono sempre lì ad aspettarti, non tradiscono.

Non sono come i gatti che vanno in giro, una automobile li uccide e tu muori dentro con loro.

Il dolore più grande credo sia di un genitore che sopravvive al figlio.

Ma anche quando viene a mancare un nostro aiutatore non si scherza mica!!

Ha una funzione il Dolore?

Si, indubbiamente: serve a farci capire il dolore altrui, a farci esercitare il nostro dovere, quello di comprendere, sempre comprendere ed il nostro diritto a non giudicare: che giudichino quelli che sono pagati per questo!! Si assumino loro questa responsabilità: io ne ho paura, lo ammetto, sono un fifone!

Perché Dio permette questo, è giusto, non è giusto, esiste questo Dio, non esiste…

Non c’entra nulla.

Ci ha dato la funzione del Dolore Dio. Guardiamo dentro di noi e chiediamoci: c’è forse qualcuno che soffre per colpa nostra?

Presto, presto, dobbiamo rimediare, è imperativo altrimenti il sacrificio di una povera gattina non servirà, ce ne vorrà uno più grande.

Credo che sia una Legge della Evoluzione Spirituale e quindi è tutto più grande di noi.


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SOCIETA'
28 settembre 2017
La voce del padrone.

La violenta arroganza con la quale questa informazione tende a disinformare ed a creare confusione di idee offendendo, nel contempo, la dignità delle persone e violentando brutalmente la realtà, ha raggiunto limiti insopportabili. 

Quelli del ventennio erano dei dilettanti al confronto.

La casta degli "opinion leader" in inglese che fa più chic, in italiano opinionisti e più praticamente i Don Circostanza di Siloniana memoria,non ha nessun ritegno e neanche un rigurgito di coscienza.

E' da ritenersi che abbiano ricevuto indicazioni della serie che segue: 

Dichiarazionedi David Rockefeller

Siamo grati al Washington Post, al New York Times, al Times Magazine e altre grandi testate i cui direttori sono stati presenti ai nostri meetings e hanno tenuto fede alla loro parola di essere discreti per quasi 40 anni.Sarebbe stato impossibile per noi sviluppare il nostro piano per il mondo se fossimo stati sotto i riflettori dell’informazione per tutti questi anni. Ma il mondo è oggi più sofisticato e preparato per marciare verso un unico governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una élite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’auto determinazione nazionale che è stata praticata negli ultimi secoli” 

La suddetta dichiarazione proviene da un incontro del gruppo Bilderberg nel 1991 a Baden,in Germania.

L'attuale presidente della RAI ha partecipato a questi gruppi carbonari e da qui si spiega la qualità della (dis)informazione. Il guaio è che la RAI ritiene " ... che tale partecipazione costituisca elemento di prestigio per l'azienda stessa".

A questo punto Grillo, nel distribuire loro soldi falsi, ha perfettamente ragione solo che dopo, fanno gli offesi e se la prendono con l"ex comico" oramai ex ex perché non li fa più ridere.

Io, dal canto mio, offro a queste canne al vento e novelli Don Circostanza i quali vogliono farci credere che 4 lustri sono meno di 20 anni la seguente poesia, vecchia di 2350 anni circa ma straordinariamente d'attualità.

Il parassita:

Sto a tavola con chi mi vuole, deve solo invitarmi,

E con chi non mi vuole, e non c'è bisogno che m'inviti.

Lì faccio lo spiritoso e pronunzio molte battute ridicole

E, lodo il padrone di casa,

E se qualcuno osa parlare contro di lui

Lo insulto ed esprimo il mio sdegno.

Dopo aver molto mangiato e molto bevuto, me ne vado.

Non ho lo schiavo che mi accompagna con la lanterna

E procedo sdrucciolando nell'oscurità tutto solo.

Se incontro le guardie, ringrazio gli dei

Come di un favore se si limitano a bastonarmi.

Arrivato a casa malconcio, dormo senza coperte e che,

il letto è duro non lo noto

Finché il vino puro mi blocca la mente.

(Epicarmo di Siracusa trad. del Prof. Giusto Monaco)


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SOCIETA'
24 settembre 2017
America e Democrazia

Gli Stati Uniti stanno attraversando un momento poco felice.

In attesa che i loro problemi vengano risolti mi piace ricordare la loro vera missione: la Democrazia.

"L'individuo io canto, una semplice singola persona, eppur pronuncio la parola Democrazia"
Walt Whitman

America e Democrazia

Non si conosce bene chi fosse il Ragno Nero. Pare sia stato un monaco misterioso che si firmava con un ragnetto nero.Visse a cavallo del cinquecento e del seicento.

Fece diverse profezie indicandone persino l’anno nel quale si sarebbero verificate.

Una recita così:

Nel 1620 Un fiore scivolerà sull’acqua e raggiungerà la sponda deserta. Poi tornerà a fiorire’. E quindi:

Nel 1776 la libertà esploderà al tredicesimo colpo di campana.

Dopo la fine della battaglia della “Montagna Bianca” combattuta tra protestanti e cattolici, gli sconfitti protestanti superstiti scelsero l’esilio e presero la via del Nuovo Mondo per il quale Bacone aveva immaginato il realizzarsi delle sue “visioni” di libertà.

Un mondo nuovo libero da imposizioni religiose protestanti o cattoliche che fossero e non oppresso da monarchie parassite ed assolutiste. Un mondo dove ognuno era libero di ricercare la felicità e la realizzazione di se stesso.

Sir Francis Bacon fu l’ ispiratore di questo nuovo mondo e di questi ideali. Molto si adoperò presso la corte inglese per far ottenere la maggior possibile autonomia alla Compagnia della Virginia.

Aveva preconizzato queste sue aspirazioni nel manoscritto “La Nuova Atlantide” trovato qualche anno dopo che ebbe lasciato la dimensione terrena.

Per la cronaca e per gli appassionati di astrologia, queste idee ispiratrici si svilupparono sotto la straordinaria congiunzione di Giove e Saturno seguita, subito dopo, dall’apparizione di due nuovissime stelle nelle costellazioni del Cigno e del Serpentario. Oltre che profetizzate dal misterioso Ragno Nero.

Sono quelle ore che Victor Hugo definisce terribili e straordinarie nello stesso tempo. Ore nelle quali, Dimensioni Superiori “alitano” idee nuove per la Civiltà, per l’Evoluzione dell’Uomo.

Infatti:l’8 novembre 1620 il “Fiore di maggio” Mayflower, partì dall’Inghilterra per approdare sulle sponde vergini della Virginia e, 160 anni dopo circa, nel 1776 il 4 di luglio, nacque la Federazione Americana composta dalle prime tredici colonie. Tutti e tredici i rappresentanti votarono a favore ed, ad ogni voto, seguiva il tocco di una campana. Al 13° tocco, gli Stati Uniti erono nati, era esplosa la libertà.

Come da profezia di due secoli prima del Ragno Nero.

Il mondo cambiava pagina: tutti, ora, sapevano che si poteva vivere senza monarchie e con ognuno la propria religione; nessuno poteva essere perseguito per questo ed il Nuovo Mondo al quale Sir Francis aveva dedicato tanto impegno divenne il sogno americano.

Seguì infatti ed a breve, la Rivoluzione Francese.

Ciò premesso.

Il 20 settembre 1870 tra gli Stati Uniti d’America e la monarchia austro-ungarica venne stipulato un trattato sulla regolazione della cittadinanza tra le due Nazioni: il Mondo Nuovo, con la sua Democrazia, era irresistibile.

Rappresentò Sua Maestà Imperiale Francesco Giuseppe Primo per grazia di Dio Imperatore d’Austria, Re Apostolico d’Ungheria e Re di Bosnia:

Sua Eccellenza Federico Ferdinando, Conte di Beust, Suo Consigliere intimo e Ciambellano, Cancelliere dell’Impero, Ministro della casa Imperiale e degli Affari Esteri, Grancroce dell’Ordine di Santo Stefano e Leopoldo.(testuale, come da trattato)

Per gli Stati Uniti d’ America:

Il signor John Jay.(testuale, come da trattato)

Sorrideva soddisfatto Sir Francis Bacon, ormai libero dalla gabbia sensoriale, nel vedere come un “signore qualsiasi”, senza alcun titolo si permetteva di firmare alla pari con un nobile di alto rango della Monarchia Austro-Ungarica il quale tratteneva a stento la sua indignazione per cotanta insolenza.

Il Mondo Nuovo da Lui ideato 250 anni prima, si era realizzato in quel “signor” John Jay.

La sua missione era compiuta e libero poteva ora occuparsi d’altro, chissà in qualche altra dimora del Padre oppure sempre nell’orbita terrestre.

E si, Vostra Eccellenza Federico Ferdinando, Conte di Beust, Consigliere intimo e Ciambellano di Sua Maestà Imperiale Francesco Giuseppe Primo per grazia di Dio Imperatore d’ Austria , Re Apostolico d’ Ungheria e Re di Bosnia, Cancelliere dell’Impero, Ministro della casa Imperiale e degli Affari Esteri, Grancroce dell’Ordine di Santo Stefano e Leopoldo, purtroppo per Sua Nobiltà, è il Mondo Nuovo che avanza, si chiama AMERICA, DEMOCRAZIA.

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18 settembre 2017
Hasta siempre comandante.
Il gruppo di potere che manovra questi governi di non eletti accortosi di aver puntato sul cavallo sbagliato, sta cercando di rimediare ai suoi madornali errori anche aggrappandosi ai vetri e tentando l'impossibile.

Fermo restando che l'ultima fregatura che questi burattinai volevamo rifilarci è stata quella sulla fortissima limitazione delle intercettazioni che, praticamente, apriva la porta a corruzioni e ladrocini a go go. Naturalmente non si è saputo di chi era il testo, la manina birichina che lo ha scritto. E figurarsi!! Non si è saputo neanche chi ha fatto coprire le statue quando è venuto in visita ufficiale il Presidente iraniano!!

Premesso questo sarebbe interessante sapere perché questo magistrato denuncia comportamenti poco ortodossi sempre ammesso e non concesso che lo siano e pare che non lo siano, a babbo morto e non subito come avrebbe dovuto.

Ed è con questo ritardo sospetto che si dimostra veritiero il memo popolare su diavoli, pentole e coperchi.

Questo ritardo, a mio modesto avviso, è il tentativo estremo di salvare da parte dei burattinai, il loro burattino che, attraverso la parentela e stando ad un certo bigliettino trovato nella spazzatura, si è dimostrato un credendosi furbo, molto avido e fuori dal loro controllo.

Solo che i burattinai questa volta si sono trovati di fronte due Carabinieri dei quali almeno uno,le cronache ci dicono che li ha quadri ma pare che anche l'altro non sia da meno.

E qui, come recitava il titolo di una bella commedia interpretata dal mai abbastanza compianto Gino Bramieri: "l'affare s'ingrossa"

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SOCIETA'
15 settembre 2017
Il Capannone "A" (ricordando Osaka ed un mio amico)

Avviso: contiene argomenti un po’ forti. E’ sconsigliato alle persone sensibili.

Qui, lontano da Milano, dalla ditta, in campagna ai piedi del Pratomagno, ho appena saputo che un mio caro amico ha terminato la sua esperienza terrena.

Sono, quindi, l’unico sopravvissuto di questa storia la quale, peraltro, l’ho già postata un 6-7 anni fa.

La riaffido alla Rete: se qualcuno dovesse trarre qualche utilità dalla storia, il sacrificio descritto non sarà stato vano.

E’, comunque, già servita a far compiere un passo evolutivo, come si noterà, a quel che era (ed è) un mio caro amico che ha terminato la sua esperienza terrena.

Io credo, anzi è più esatto dire ho appurato, che esiste una Legge più grande di tutti noi. Una Legge che tende a ristabilire un Equilibrio nelle vicissitudini di vita.

Ma quest’ultima è solo una mia considerazione: ognuno con le esperienze del proprio vissuto o che farà nel corso della vita che sta vivendo, potrà constatarne la bontà o meno.

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Il capannone “A” (Ricordando Osaka ed il mio amico)

Questa non è assolutamente una bella storia. Le vicissitudini occorsomi nel mio mezzo secolo (ora più 3 lustri, sic!) di vita mi hanno portato a concludere che è difficile, del resto, molto difficile che il vissuto quotidiano porti a conclusioni alle quali le favole raccontateci da bambini ci hanno abituato: non succede quasi mai che si viva felici e contenti.

E’ una storia lunga, si trascina da 30 anni ed è ancora in essere: dovrò quindi cambiare nomi e luoghi ma la sostanza non cambierà.

La racconto perché potrà essere di aiuto a genitori che hanno problemi con i figli ed a questi affinché siano più comprensivi verso i genitori.

E’ una lezione che ci viene data. Per darcela, questa lezione, è stato necessario l’atroce sacrificio di una mamma, sia pure un animale. Ed è questa mamma che voglio ricordare affinché la sua esperienza sia di aiuto anche ad altri come ha aiutato me a capire come funziona il vivere. Per le persone di buona volontà e leali che vorranno capirne il senso e la morale rappresenta un bel dono, un buon aiuto. Se sarà di aiuto a qualcuno, il sacrificio di Osaka non sarà stato inutile. E’ difficile anche, a mio modesto avviso e sempre per le persone di cui sopra, non ravvedere un Disegno di Forze Superiori.

Andò così.

Erano due anni che, lasciata la banca, avevo fondato l’attuale attività e cercavo un capannone da acquistare. La ditta era in affitto in un locale alla periferia sud di Milano dove le abitazioni cominciavano a diradarsi ed erano circondate ancora di campi. Adesso questi sono spariti, sostituiti dal cemento: la Milano da bere andava forte.

A fianco a dove eravamo c’era un campo dove qualcuno stava costruendo due capannoni giganteschi. C’era un recinto ed un custode, un ex contadino emiliano, Ivano, strappato ai campi e trasferitosi con la moglie e l’unico figlio a Milano perché quest’ultimo era inesorabilmente legato ad una macchina per la dialisi: qui poteva curarlo meglio, mi diceva. Si era portato, dall’Emilia, una bellissima cagna meticcia, di taglia grande, pelo lungo e bianco, tipo pastore maremmano abruzzese per capirci. Si chiamava Osaka ed io ci feci subito amicizia: la mattina, appena mi vedeva, si alzava sulle zampe appoggiandosi alla rete metallica e voleva per forza delle carezze. Una bella mattina ebbe cinque cuccioli.

Intanto, nel contempo, una piccola squadra di muratori lavorava ai capannoni in costruzione i quali erano di un costruttore, una persona molto dura che si era fatto da sé e mandava qualche squadra a lavorarci per utilizzare i tempi morti tra un cantiere ed un altro.

Successe che, una mattina di maggio arrivato in magazzino, vidi Osaka come impazzita: ululava e ringhiava nella mia direzione, correva verso i capannoni in costruzione e tornava verso di me come per invitarmi a seguirla. Andai a chiamare Ivano ed insieme andammo verso l’animale.

Ivano non era di buon umore quella mattina: i dottori, il giorno prima, non gli avevano dato buone notizie riguardo al figlio.Osaka ci guidò come una forsennata all’interno di uno dei capannoni e vedemmo l’atroce spettacolo: due suoi cuccioli erano appesi e scuoiati, come conigli, in attesa di essere mangiati. La mamma aveva, tutta la notte sentita l’odore, pianto ed adesso non si rassegnava, era impazzita.

Addebitammo il fatto alla piccola squadra di operai.

Eravamo tutti e due annichiliti e posso immaginare, ora, lo stato d’animo di Ivano al quale avevano appena riferito del figlio: aveva ricevuto un ulteriore durissimo colpo, perché restò senza parole. A quello spettacolo e forse, anzi senza dubbio, aggiunto al fatto dello stato del figlio, si fece scappare delle lacrime.

Me le ricordo molto bene quelle grosse mani abituate al lavoro dei campi che si passava sugli occhi per asciugare le lacrime.

Gli dissi di portare via Osaka: la dovette trascinare, non voleva assolutamente venir via, ed io liberai quei poveri resti e li portai nel campo dove Ivano mi aspettava, dopo aver legato la povera bestia che urlava e ringhiava.

Scavammo una buca e vi mettemmo dentro i cuccioli non senza prima averli tolti dalla busta di plastica dove li avevo messi. Li misi a diretto contatto con la terra affinché Demetra li riprendesse a sé.

Dopo, ricoperti, ci misi su un pallet affinché Osaka non scavasse.

Eppure, nel compiere quel rito di restituzione alla Madre Terra da parte di un ex contadino strappato ai campi e da me nato in una campagna ai piedi del Gargano, in quella atmosfera allucinata, tra gli ululati di quella povera bestia alla quale erano stati tolti proditoriamente ed in maniera atroce due cuccioli, io sentivo che qualche cosa era successo, che si era messo in moto un Meccanismo molto più grande di tutti noi. Era una palpabile, reale sensazione che avvertivo; si, io e Ivano non eravamo soli a compiere quel triste rito: qualche cosa si era mosso e quella storia non sarebbe finita così.

Ivano portò a casa gli altri cuccioli ed io gli dissi che, se gli operai cercavano la loro “grigliata” di mandarli da noi, in ditta: avevo trent’anni allora e, da lì a poco, anche a me sarebbe successo qualcosa che mi avrebbe cambiato totalmente la maniera di interpretare la Vita.

Riferii, qualche giorno dopo, l’accaduto al proprietario dei capannoni che conoscevo appena che disse: “ma che vuoi che mi interessi dei cani, ho tutt’altro da fare, sono bestie”.

Ci rimasi male e mai avrei immaginato che una tale persona sarebbe diventata, in seguito, un mio caro amico anche se aveva una ventina d’anni più di me.

Ivano diede via due cuccioli e restò, alla fine, solo una cucciola con la mamma ed era spiaccicata a lei: identica. La mattina venivano in magazzino, io davo qualcosina a ciascuno di loro e poi si mettevano in un angolino a dormire o ad osservare quello che succedeva attorno. Solo che Osaka, ogni tanto, si immobilizzava: sdraiata a mo’ di sfinge puntava le orecchie indietro e non si muoveva per una mezz’oretta, ogni tanto dava qualche ringhio chissà a chi.

Allora non bisognava assolutamente toccarla, anche io e la figlia imparammo presto. Ma dopo, passato quella mezz’oretta, tornava dolcissima. Era solo diventata un po’ ombrosa, niente di particolare.

Poi morì anche la figlia, di tumore, l’avevamo chiamata Dolly e, dopo qualche mese ed inspiegabilmente, anche lei, Osaka.

Nel campo, secolari alberi vennero abbattuti per far posto ad alberi di sette piani, come dice Celentano e con radici profonde tre piani. Il figlio di Ivano morì e lui tornò al suo paese e dopo seppi da conoscenti comuni che era morto anche lui.

Di Osaka, del campo, della sua storia ormai non restava più niente.

Tutto finito allora?

Assolutamente no.

Successe che, per un motivo ed un altro dovuto più a ragioni di vicinato cominciai a frequentare quella che io ritenevo una persona odiosa che mi aveva lasciato di stucco con la sua insensibilità nei confronti di quella povera bestia. Mi disse che stava costruendo dei capannoni per venderli, me ne offrì uno ed io accettai. Così comprai e, la ditta, si trasferì nella nuova sede: fui uno dei primi, nel complesso, ad arrivare.

Lui, che chiamerò Giovanni, veniva ogni tanto quando altri cantieri lo lasciavano libero e seguiva i lavori del complesso enorme in costruzione che avrebbe ospitato una cinquantina di ditte. Quando veniva, si intratteneva volentieri con me (poi ne capii il motivo, nel corso degli anni) e si portava dietro una sua figlia, una bimbetta che lasciava nel prefabbricato dei venditori/ufficio cantiere mentre seguiva i lavori.

Questa bimba era trascurata, non in senso economico evidentemente, bensì affettivamente. Aveva una diecina d’anni, allora e le chiesi una volta: “lo vorresti un cagnolino? “Lei mi rispose: “a che mi serve?”

Mi lasciò di stucco la risposta che la diceva lunga sull’educazione della bimba.

Il tempo passava e tra costruzioni di miniere, ristrutturazioni di stabilimenti siderurgici e costruzioni di case popolari, la figlia era diventata grande. Aveva auto e moto e tutto quel che voleva. Ma una volta che le chiesi dov’era il padre lei mi rispose che non era la sua governante e che non gliene fregava niente.

Cominciava a fare tardi la sera, a non tornare a casa qualche volta e poi, non ci tornò più. Solo allora, Giovanni si accorse del suo errore, che aveva perso la figlia: “Ma come, lavoro una vita per darle tutto e poi va via !!”. A modo suo l’amava moltissimo ma non aveva mai saputo dimostrarle il suo affetto se non dandole soldi o altro ma, amore, una carezza, niente di niente. Glielo dissi e da allora mi accorsi che “lo squalo” non aveva nessuno con cui parlare e la moglie era più avida di lui e parlava solo di soldi. Mi veniva sempre più spesso a trovare e mi dimostrava riconoscenza per la comprensione ed il tempo che gli dedicavo mandandomi subito, appena glielo chiedevo, qualche operaio a fare dei lavori di ristrutturazione.

Intanto, tramite investigatori privati, aveva appurato che la figlia era plagiata da uno di quelli che cercano donne con i soldi, che si fanno mantenere. Ma tutto era legale e lui dovette solo diseredarla economicamente, su consiglio di avvocati, per togliere ogni motivo di plagio.

Andare per notai ed avvocati per questo motivo fu l’esperienza, mi disse, più tragica e dolorosa della sua vita. Aveva capito che aveva sbagliato tutto, si trovava in giro per la sua “roba” ma solo come un cane. Un giorno mi disse: “Sai è una esperienza micidiale, vederti togliere una figlia da un delinquente e non poter fare niente”.

Fu come un fulmine per me, gli dissi: “Ti ricordi di quella povera bestiola alla quale hanno portato via i cuccioli, li hanno uccisi e scuoiati davanti a lei che non poteva far niente per impedirlo, per mangiarli? “

E lui “Si è proprio una cosa così, una terribile prepotenza. E’ da quando è cominciata questa storia di mia figlia che mi è ritornata in mente la faccenda. Adesso li avrei licenziati subito quegli operai”.

Cerca la mia compagnia: nel mondo di squali che frequenta, come dicevo, non c’è spazio per discorsi umani. So tutto di lui, ormai. La figlia è riuscita a portarla a casa facendosi aiutare da agenzie "specializzate" diciamo così ma è come se fosse una bambina, ragiona come una bambina ed è sempre sorvegliata.

Qualche mese scorso siamo andati, un sabato mattina io e lui, a Varazze per farci una passeggiata al mare e poi ci siamo fermati a pranzare.

Mi disse mentre mangiavamo: “Sai ti ricordi quei capannoni che ho costruito dove avevi la ditta prima? Bene ho affittato un capannone”

-Hai fatto bene ad affittare il capannone “B”, ormai era quasi vuoto e non ti serve più. Almeno ci lavora qualche ditta – gli ho risposto.

“Ma che dici, ho affittato il capannone “A”!!

-Sei ammattito? E’ quello meglio servito e gli autoarticolati scaricano benissimo, non potevi affittare il “B“? –

“Certo che lo so che l ”A“ è il migliore, non penserai mica di dirmelo tu, è il mio mestiere costruire” (bisogna prenderlo un po’ con le pinze: dopo il fatto della figlia è diventato ombroso anche lui).

-Ed allora? - gli dico

“Il fatto è che quel capannone “A” non mi è mai piaciuto, è maledetto. Quando ci entro mi prende una sensazione di freddo, mi gela le ossa, lo sento ostile, non mi sembra una cosa tranquilla”

Inutile dire che il capannone “A“ quelle due povere bestioline venivano massacrate e la loro mamma era impotente a salvarli.


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10 settembre 2017
Ministri e minestre.
La ministra o ministro, tanto è lo stesso, Lorenzin a Porta a Porta 22/10/2014 sui divani dell'"artista" salottiero Bruno Vespa (non più giornalista, è una questione di stipendio, un pò di comprensione perbacco!!):
A Londra, nel 2013 vi è stata una epidemia di morbillo che ha causato 270 morti.
A Piazza Pulita del 22/10/2015 dice che solo a Londra nel 2014 sono morte 200 persone.
Ecco, succede che secondo le statistiche della Public Healt England nel 2013 è deceduta una sola persona mentre nel 2014 nessuna.
( da la rubrica Piazza Grande del Fatto Quotidiano del 10 sett. 2017).

Ora Signori, Vi chiederete come sia possibile sparare cavolate in libertà da parte di un ministro della Repubblica. 
Ecco non lo so, sono rimasto basito anche io e mi chiedo quali nobili motivi possono aver spinto la suddetta a propagare queste false notizie e, comunque, è da convenire che qui il livello è basso.
Potrebbe dirci, invece, perchè altre nazioni comunitarie hanno scelto di non obbligare nessuno ma bensì di informare. 
Italia, colonia di interessi multinazionali e bancari che, con questa serie di governi di non eletti voluta da emeriti, pasteggiano a bollicine.
E va bene così canta Vasco Rossi.
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Alfano Angelino in Sicilia 09/sett. 2017 da un telegiornale non ricordo quale:
"..il movimento 5Stelle non sa governare, vedi Roma"

Ora, signor mio, qui bisogna intendersi sul "saper governare".
Se per "saper governare" significa sistemare parentele, se si fanno creste su centri di accoglienza, se si intrallazza per procurarsi sempre più potere circondandosi di vassalli e valvassini, oppure essere maestri in giroconti in virtù dei quali soldi pubblici diventano privati ecco in effetti i 5Stelle non sanno governare: sono dei perfetti incapaci. I siciliani sono avvertiti ed invitati a votare i "competenti".
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Renzi ci ha abituati ad asserzioni completamente gratuite senza argomentazioni reali ed obbiettivamente constatabili. L'ultima:

Le votazioni siciliane non sono un test politico
Mette le mani avanti il parlatore visto che non ha speranze di vincere.

Un corno: lo sono eccome!!!



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SOCIETA'
8 settembre 2017
L'ombra del Gattopardo.
Il ministero guidato dal fedelissimo renziano Del Rio stanzia per la Sicilia 12 (dodici in lettere: avete letto bene) e passa miliardi di euro per opere ferroviarie in maggior parte poco tecnologiche e molto cemento: settore questo dove la criminalità organizzata, da quelle parti, è leader.

Il tutto a distanza di qualche mese dalle votazioni per rinnovare l'ARS.
Niente di originale, solita tecnica acchiappavoti della prima e seconda repubblica alla quale la politica renziana con i suoi fedelissimi feudatari si adegua pari pari e senza alcuna fantasia.

Fortunatamente pare che, almeno a tutt'oggi il PD, almeno così come è stato ridotto da Renzi, in Sicilia non sia ben visto.

Comunque anche le destre concorrono a cambiare tutto per non cambiare nulla: soliti baroni, solite promesse tutto resterà come prima.

Sembra, pare fino a questo momento, che i siciliani vogliano i 5STELLE: hanno voglia di cambiamento e vogliono cogliere l'occasione al volo.
Dove lo trovano, altrimenti, un onest'uomo con fedina penale specchiata che è disposto ad esporsi per smentire il Gattopardo?

Speriamo che, come i romani, non si lascino sfuggire l'occasione.


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4 settembre 2017
Il Candidato della Manciuria. (droni e terroristi)
Da Wikipedia:
"Il maggiore Bennett ("Ben") Marco è un veterano di guerra che, dopo la sua esperienza nell'operazione militare denominata "Desert Storm", continua a essere tormentato da allucinazioni e strani incubi, che scopre essere ricorrenti anche ad alcuni suoi ex commilitoni. Fra essi c'è anche il sergente Raymond Prantiss Shaw, figlio della potentissima senatrice Eleanor Shaw, che si è candidato per il ruolo di Vice Presidente degli Stati Uniti: la donna è una politica manipolatrice e oltremodo influente, legata da un rapporto morboso al figlio, al punto d'essere stata la causa principale della fine della sua relazione giovanile con Jocelyne, figlia del senatore Tom Jordan, suo acerrimo rivale in politica.

Investigando su cos'è accaduto veramente in Kuwait a se stesso e al suo commando, Bennett Marco scopre di essere stato sottoposto a un elaborato lavaggio del cervello e a ripetuti esperimenti medici, compreso l'impianto di un microchip nascosto nel proprio corpo: questo è accaduto sia a lui, sia a Shaw, sia a tutti gli altri commilitoni, molti dei quali negli anni successivi si sono uccisi. Bennett Marco risale quindi alla Manchurian Global, onnipotente corporation con forti legami con la scena politica americana, e in particolare con la famiglia Shaw.

Bennett Marco incontra una donna, Eugenie Rosie, che poi scopre essere un agente sotto copertura dell'FBI, già sulle tracce di ciò che si cela dietro la Manchurian Global. Marco tenta di rivelare come stanno le cose al senatore Tom Jordan, che crede solo parzialmente alle sue parole, ma ugualmente si confronta con la senatrice Shaw, che lo accusa di voler utilizzare le notizie per una campagna denigratoria nei confronti di suo figlio. A quel punto la senatrice "attiva" suo figlio, attraverso un comando vocale rendendolo un burattino nelle sue mani.

Sotto gli ordini della madre, Raymond Shaw in "trance" uccide rimanendo freddo e impassibile il senatore e la figlia Jocelyne, donna che lui ha sempre amato. Quando Raymond Shaw si rende conto di ciò che è accaduto viene nuovamente manipolato dalla madre....."

Si resta sorpresi nell'apprendere la giovane età dei terroristi: parrebbe impossibile.

Personalmente credo che il film di cui sopra sia diventato realtà: solo così si spiega l'età e lo stato sociale dei giovanissimi terroristi.


I droni.

Sui mezzi usati per compiere gli attentati si trovano documenti riconducibili a tizio o caio : chissà perchè. Sono dell'autista che verrà ucciso dopo qualche giorno di strenue ricerche.

La settimana scorsa è stata messa in essere, giustamente a mio modesto avviso, una capillare opera di controllo su camion e furgoni i quali potrebbero essere idonei al trasporto di esplosivi.

Personalmente credo che il mezzo usato per essere lanciato sulla folla per compiere una terribile strage sia priva di conducente oppure se vi è sopra qualcuno che non guida ma spara: è un drone, un drone a controllo remoto come quelli che vanno a bombardare e sono senza pilota o meglio il pilota è a qualche migliaio di Km. di distanza.

Ed allora perché, "giustamente" è stata fatta questa massiccia operazione di controllo di camion e furgoni? Non avrebbe senso se fosse stata intesa a scoprire esplosivo: sarebbe stato come centrare una monetina a 10 Km. di distanza. 

Invece, intelligentemente, è stata fatta una capillare operazione, questo sempre a mio avviso, per cercare se questi mezzi di trasporto merci erano attrezzati con apparecchiature atte a ricevere ordini da un controllo remoto: attrezzature che non è che si montano o smontano in un attimo come un carico di esplosivo. Ci vuole tempo per montarle, preparare il mezzo per l'attentato e ci vogliono specialisti che sappiano trattare questa apparecchiature

Il fatto che si sia fatta una operazione del genere lo trovo rassicurante e di grandissima competenza: meno male!!


Resterebbe da sapere chi assoggetta psicologicamente questi ragazzi "terroristi", chi pilota da remoto i camion droni ed il perché.

Ma questo, Pantalone lo saprà tra una settantina di anni selezionando, alla TV, RAI STORIA

magari alle tre di una afosa notte d'estate, di quelle che non lasciano dormire.

Solo un pò di pazienza, quindi: il tempo passa velocemente.



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permalink | inviato da Fort il 4/9/2017 alle 11:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
1 settembre 2017
La realtà delle cose.
Rosario Crocetta, presidente Assemblea Regionale Siciliana: "la mafia non è un concetto astratto, qui ti sparano".
(31/01/17 a TV7 L'aria che tira.)

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